Si tratterebbe, nello specifico, di una "piattaforma polifunzionale di trattamento dei rifiuti solidi e liquidi, pericolosi e non" di 22 mila mq di estensione, per 250 mila tonnellate annue di rifiuti

Acquarossa, si rischia un nuovo impianto per i rifiuti. Ciambella: “Diventeremo la ‘pattumiera’ d’Italia?”

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Dopo le pale eoliche a Civita di Bagnoregio, l’impianto fotovoltaico di 96 ettari a Pian di Giorgio (Ferento) e il Biodigestore dell’Acquarossa Viterbo rischia l’installazione di un nuovo impianto.

Questa volta si tratterebbe di una “piattaforma polifunzionale di trattamento dei rifiuti solidi e liquidi, pericolosi e non”, sempre in località Acquarossa, di 22 mila metri quadri di estensione. A puntare l’attenzione su questa tematica, durante la seduta consiliare della mattina a Palazzo dei Priori, ci ha pensato la consigliera Luisa Ciambella, con un’interrogazione rivolta al sindaco Arena.

Secondo i dati raccolti dalla consigliera tramite la consultazione di atti disponibili sul sito della Regione Lazio, in data 12 aprile la società che dovrebbe incaricarsi della realizzazione dell’impianto per i rifiuti avrebbe inviato una richiesta alla Regione, che a sua volta l’avrebbe trasmessa a Provincia, Comune di Viterbo e istituzioni competenti.

“E’ impossibile che lei non ne sapesse nulla. – ha quindi incalzato la Ciambella rivolgendosi al primo cittadino – La piattaforma si occuperà di lavorazione rifiuti e in minima parte di stoccaggio, quindi per un periodo i rifiuti resteranno lì. L’impianto tratterà 250 mila tonnellate annue di rifiuti, sarebbe interessante capire se provvederà solo alla nostra autosufficienza o rischiamo di diventare – come per il Lazio – la pattumiera di tutta Italia”, ha aggiunto.

“Altra cosa molto preoccupante è che la stessa azienda che vorrebbe realizzare l’impianto dice che su un livello molto superficiale ci sono le falde acquifere che rischiano di invadere il terreno stesso dove esso sorgerà, – ha proseguito – dovremo verificare se verrà rispettata la distanza dai fossi e dalle acque”.

Poi, ancora in riferimento al sindaco, la consigliera si è detta “veramente sdegnata”. “Non poteva non sapere, visto che la lettera è datata 12 aprile. Siamo terra bruciata e abbandonata dai nostri rappresentanti politici, e dovremmo rassegnarci a questo?”, ha dichiarato ancora.

Infine, sul suo profilo Facebook, la Ciambella ha condiviso altre riflessioni sull’argomento: “Possiamo sperare di salvare il nostro territorio con questi rappresentanti comunali, regionali e nazionali? Perché non si vuole vedere? Perché si continua a tacere? La domanda sorge spontanea e prima i poi qualcuno dovrà rispondere!”.

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