Suscita dubbi e perplessità la carriera della Lady Sanità viterbese. Ripercorrendo il suo curriculum, non possono passare inosservate numerose incongruenze, così tante da poter giungere a minare il prestgioso ruolo che ricopre attualmente presso la Asl di Viterbo. E spunta anche l' interrogazione di un ex consigliere regionale del Lazio

Addio Lady Sanità? La mirabolante carriera della Direttrice Generale della Asl di Viterbo

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Forse è una moda, un “trend”, come si usa dire con la onnipresente anglofonia. Dopo il folgorante exploit della dottoressa Pessina, compagna di vita del megagalattico Direttore delle Cure Primarie(recentemente oggetto della ricostruzione di carriera assai strana e nebulosa, per non dire quasi “fasulla”), eccoci giunti al vertice della Asl.

Sul trono della Sanità viterbese si è assisa un’emiliana esportata in Umbria – luogo da dove il PD l’ha catapultata nella Tuscia? – all’ombra circonferenziale del potente (ma per quanto ancora?) Mago dei Cimini: stiamo parlando di Daniela Donetti, in arte il Direttore Generale.

La sua rapida ascesa comincia 18 luglio del lontano 2008, quando l’AO San Camillo in Roma bandisce un avviso per assegnare l’incarico di Direttore della Struttura Complessa “Controllo di Gestione”, area amministrativa. Il CCNL 1998/2001 della Dirigenza Professionale, Tecnica ed Amministrativa all’art.29, c.1 e c.4 (direzione di struttura complessa) prevedeva che per l’accesso ad incarichi di questa tipologia occorresse il possesso di un’anzianità di servizio non inferiore a 5 anni nel SSN (Sistema Sanitario Nazionale). Fino ad allora era stato sufficiente superare 6 mesi di prova nell’incarico a tempo indeterminato onde accedere al concorso per la struttura complessa nei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo.

Pertanto, all’inizio del bando era “conditio sine qua non” il possedere un’ anzianità di 5 anni di lavoro subordinato e non a tipo “Co.Co.Co” ovvero “Co.Co.Pro.”, ovvero “art.15 septies comma 1 o 2”: tutti, questi ultimi, privi del titolo giuridico della “dipendenza”. Con delibera 1201 del 20/06/08, l’AO San Camillo aveva inoltre precisato che, per l’incarico di Direttore di Struttura Complessa, necessitava anche la valutazione positiva dell’apposito Collegio Tecnico, di cui all’art.26 del CCNL 2002/2005: la delibera del 18/07/2008 è palesemente successiva a questa menzionata del 20/06/2008 ed alla normativa contrattuale vigente. Ergo: ricade pienamente nell’obbligo di rispettare il requisito invocato, cioè a dire ci vuole la verifica del Collegio Tecnico. Detta verifica, tuttavia, in ordine alla normativa contrattuale del momento, riguardava la durata di incarichi professionali, in ambito di lavoro subordinato, che potevano essere esclusivamente non inferiori a 3 anni o non superiori a 5 anni (art.24, c.9, CCNL 2002/2005 SPTA), mentre la richiamata delibera 1201 del 20/06/2008 reclamava un’anzianità di servizio di almeno 5 anni, e con valutazione positiva del Collegio Tecnico.

Detta valutazione poteva quindi essere fatta nei seguenti casi: dopo i 5 anni post assunzione; dopo 5 anni di incarico; dopo 3 anni di incarico più almeno altri 3 anni di incarico.

Diamo allora una sbirciatina allo stato di servizio di Lady Donetti presso l’AO San Camillo: dal 01/10/2005, su delibera 2287/05, prende servizio ai sensi art.15 septies, comma 2, D.Lgs.502/92. L’incarico termina il 24.05.2007. Con delibera 1074 del 25/05/2007, e fino al 30/09/2007, incarico a seguire ex art.15 septies, comma 1. Ambedue sono incarichi a tempo determinato, privi del titolo giuridico di rapporto di lavoro dipendente, ove il comma 2 si riferisce ad incarichi dirigenziali non apicali, mentre il comma 1 ad incarichi apicali. Non è dato di conoscere la tipologia di rapporto che legò Lady Sanità all’AO San Camillo dal 01/10/2007 al luglio 2008, ma da Luglio 2008, e solo per circa 1 mese, in base alla delibera 1337/08, ha lì rivestito incarico di lavoro di tipo subordinato come “Dirigente Amministrativo”, a seguito dello scorrimento di graduatoria, come da delibera 2017 del 09/10/2017. Con delibera 1612/08 risulta vincitrice del bando del 18/07/2008, quello citato in esordio, onde ricoprire il posto di Direttore della UOC “Controllo di Gestione” presso la AO San Camillo, prendendo servizio a settembre 2008.

Analizzando, quantificando e qualificando l’attività della signora Donetti presso la AO San Camillo, si assommano globalmente 2 anni e 10 mesi circa, dal 01/10/2005 al 30/09/2007 e dal 01/10/2007 al luglio 2008: non di certo con rapporto di lavoro dipendente. Nè sul punto è possibile invocare l’intervento di valutazione ad opera del Collegio Tecnico, in quanto, per detta verifica, i periodi in questione (incarichi subordinati a tempo indeterminato, ed al limite anche a tempo determinato) dovevano avere lunghezza di almeno 3 anni o 5 anni, che mai Daniela Donetti maturò.

Clamorosamente, Lady Sanità sembrerebbe quindi essere stata priva del requisito richiesto dalla già menzionata delibera 1201 del 20/06/2008 e non avrebbe potuto quindi assumere l’incarico di Direttore di Struttura Complessa, poiché priva, appunto, dei 5 anni di servizio nel Sistema Sanitario Nazionale e della relativa valutazione del Collegio Tecnico.

Qualora i suoi mentori volessero tirar fuori il servizio prestato presso la ASL 3 Umbria di Foligno, 3anni-4mesi-11 giorni, versiamo in una fattispecie ove sarebbe stata possibile la verifica del Collegio Tecnico, poiché superiamo i 3 anni, ma non sarebbero rispettati i dettami stabiliti dalla delibera 1201 del 20/06/08: milizia di 5 anni con verifica del Collegio Tecnico.

Per quanto premesso, Daniela Donetti sembrerebbe non aver mai acquisito il requisito di accesso alla selezione per Direttore Generale ASL/AO/IRCCS della RL (DGR 80/2013) con pubblicazione su GU IV serie Concorsi ed Esami n.44 del 04/06/2013: esperienza di Direttore di Struttura Complessa di 5 anni in ambito sanitario. E di questa circostanza piuttosto clamorosa se ne dovrà riparlare per forza.

Nel frattempo vi diciamo che anche Fabrizio Santori, ex consigliere della Regione Lazio in quota Lega, era rimasto piuttosto perplesso analizzando la carriera di Daniela Donetti, così perplesso da presentare un’interrogazione proprio in Consiglio regionale. In allegato potete leggere il testo dell’interrogazione di Santori, da cui affiorano i dubbi cui abbiamo accennato.

Consiglio Regionale Lazio interrogazione n°299

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