AGRICOLTORI RIUNITI: “IL CDA DEL CONSORZIO DI BONIFICA ETRURIA MERIDIONALE E SABINA E’ DECADUTO”

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“Come noto nella sentenza pubblicata il 18 gennaio 2022 il Tar del Lazio ha di nuovo respinto il ricorso della Lista “La Bonifica…”contro il Decreto del Presidente della Repubblica del 26 maggio 2021 che disponeva l’annullamento del regolamento elettorale del Consorzio di Bonifica Etruria meridionale e Sabina e, di fatto facendo decadere l’attuale consiglio di amministrazione a cui dovrà seguire la nomina da parte della Regione Lazio di un commissario che poi, procederà a nuove elezioni”.

A dirlo, in una nota, sono “Agricoltori riuniti” di Confagricoltura.

“Ma andiamo per ordine: come più volte ricordato il regolamento elettorale del Consorzio disponeva che tutti gli areali dei due Consorzi fusi (Val di Paglia Superiore e Bonifica Reatina e sei comuni ricadenti nella provincia di Roma) fossero equamente rappresentati nella ripartizione dei seggi. Tale illogica disposizione avrebbe determinato che superfici modeste dell’aggregato Comune di Montelibretti (unico comune in provincia di Roma con proprietari terrieri aventi diritto di voto) avessero la stessa capacità rappresentativa rispetto alle superfici derivanti dai due Consorzi fusi.

La sentenza del TAR – proseguono gli Agricoltori riuniti in una nota  –  ribadisce in maniera netta che “l’obbligo di rappresentatività nella formazione delle liste su base provinciale previsto dal regolamento elettorale, oltre a non essere previsto dalle norme statutarie, appare anche incoerente rispetto alla finalità di meglio garantire il principio di rappresentatività, a fronte della particolare conformazione territoriale del Consorzio di Bonifica”. Alla luce di quanto sopra il citato DPR del 26 maggio 2021 è stato ulteriormente confermato e quindi il regolamento elettorale va interamente riscritto, così come il CDA insediato risulta illegittimamente nominato e pertanto doveva decadere in pari data. La Regione Lazio secondo la sentenza del Presidente della Repubblica avrebbe dovuto immediatamente nominare un commissario per procedere a nuovo regolamento e nuove elezioni.

Ora che i due massimi livelli di giudizio hanno concordemente stabilito quanto sopra ricordato, e visto che il Consiglio di Amministrazione si ostina a non prenderne atto, autoproclamandosi non decaduto, si attende l’esito dell’autorità giudiziaria per l’accertamento delle responsabilità per quanto accaduto”.

“Nel frattempo – si legge in conclusione nel comunicato stampa – le strutture del Consorzio di Bonifica versano in totale abbandono con strade consortili fatiscenti e pozzi privi dimanutenzione e in situazione precaria; anche il territorio toscano risulta senza cura ed il tutto è già stato segnalato nella lettera inviata nel settembre 2021 al Presidente Zingaretti dai Sindaci di Acquapendente, Bolsena, Grotte di Castro, Latera, Marta, Onano, Proceno, San Lorenzo Nuovo e Valentano”.

 

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