Agriturismo nella Tuscia, uno stacco nelle oasi di pace! Soggiorni più brevi, ma arrivi anche da lontano

Giorno di Ferragosto: quale momento migliore per tastare il polso alla stagione turistica degli agriturismi della Tuscia?

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Giorno di Ferragosto: quale momento migliore per tastare il polso alla stagione turistica degli agriturismi della Tuscia? Con una buona dose di sfacciataggine di prima mattina, oggi stesso, abbiamo disturbato telefonicamente due operatori molto conosciuti della zona – che ringraziamo vivamente – dai quali abbiamo ricevuto grande disponibilità e attenzione. E quindi le informazioni che vi diamo sono davvero fresche di giornata, come sono i prodotti utilizzati nelle strutture agrituristiche contattate.

I nostri gentili interlocutori sono stati l’ingegner Luigi De Simone – titolare dell’Antico Borgo La Commenda in comune di Montefiascone e del Marrugio in comune di Viterbo – e la signora Elisabetta Traldi, che gestisce il Traldi Resort e l’azienda olearia Traldi, in comune di Vetralla.

traldi resort
Il Traldi Resort, Vetralla

Entrambi registrano un deciso accorciamento delle presenze, cioè della durata del soggiorno degli ospiti. “ Le vacanze lunghe di 5/7 giorni sono diminuite. Ci sono persone che vengono 1 massimo 2 giorni perché si vogliono rilassare, lontano da tutti – ci dice la signora Traldi.

L’ingegner De Simone, che da bravo ingegnere è avvezzo ai numeri, ci dà delle medie: “ Al Marrugio, dove propongo camere e non appartamenti come alla Commenda, la media è di 1,5 giorni a presenza. Alla Commenda si arriva a una media di 3”.

Anche la provenienza dei turisti ha caratteristiche simili. Molti i romani, in particolare per i soggiorni brevi, e molti dal Nord Italia. “ Ma anche dalla Toscana”, ci tiene a precisare la signora Traldi.  “Alla Commenda il 50% sono stranieri – ci dice De Simone – in particolare dall’Olanda, dalla Scandinavia, dalla Germania”.

Ma che cosa fanno poi questi turisti? La maggior parte dividono la giornata tra visite alla scoperta della Tuscia e soggiorno nelle strutture. Civita di Bagnoregio sembra essere la meta più gettonata, poi il centro di Viterbo, Vulci, Tarquinia, Tuscania e anche il parco dei mostri di Bomarzo. Insomma siamo di fronte a un turismo curioso, che, quando c’è più tempo, non impigrisce a bordo piscina, ma va in giro per il territorio. Una buona notizia, questa, che purtroppo trova un nemico potentissimo nella tendenza alla diminuzione della durata delle presenze. Questo è l’ostacolo più forte allo sviluppo di un turismo circolare, che coinvolga ambiente, strutture ricettive, borghi e città della Tuscia.

L’Antico Borgo La Commenda

“Purtroppo le persone sono poco tranquille, poco propense a spendere – osserva la signora Traldi – è un dato collegato alla situazione economica generale che desta preoccupazione.” E quindi la stagione va avanti tra luci e ombre. Agosto, complice anche il bel tempo, registra il tutto esaurito, ma non sempre questo è sufficiente a recuperare la flessione di maggio, inizio giugno, che anche nel settore agrituristico si è fatta sentire.

C’è anche il turismo romantico delle coppie innamorate, che se ne stanno in mezzo agli oliveti e si rilassano in piscina o nelle vasche idromassaggio.  Come è comprensibile a loro il tempo meteorologico interessa fino a un certo punto e restano piuttosto insensibili anche al fascino del medioevo viterbese. C’è ne dobbiamo fare una ragione! Non sono loro il core business del turismo circolare della Tuscia, anche se per le attività turistico-ricettive sono una importante voce di bilancio. E quindi benvenuti nella Tuscia agli innamorati di tutto il mondo!

In attesa che la situazione economica del Paese migliori, che soprattutto migliori la percezione del futuro, lo sforzo principale è quello di invertire la tendenza al turismo mordi e fuggi. Offrendo servizi sempre migliori, valorizzando e promuovendo le bellezze di questo territorio, che, come ci hanno confermato i nostri gentili interlocutori, sta comunque crescendo nell’interesse e nell’apprezzamento dei visitatori sia italiani che stranieri. Peccato che un intero pezzo d’Italia manca completamente all’appello. È l’Italia del Meridione che in pratica risulta non pervenuta nelle statistiche delle presenze dei nostri agriturismi. Forse perché è anch’essa così bella da bastare a se stessa. Molto più probabilmente perché la situazione di arretratezza che la caratterizza, purtroppo, si fa di giorno in giorno più grave.

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