Al Cimitero di San Lazzaro è caduto un cipresso Patriarca di oltre 250 anni. Danni alle sepolture

807
Il cipresso patriarca a terra

sagginiIl nostro cimitero monumentale di S. Lazzaro è ornato da 160 cipressi, della qualità “semper virens” e “innesto Bolgheri”. Per capire la differenza, basta guardarli. Il Semper Virens è robusto con chioma molto allargata e compatta, invece il Bolgheri è affusolato e stretto, ma arriva ad altezze superiori.

Nei giorni scorsi complice la bufera di acqua e di vento, che si è abbattuta sulla provincia di Viterbo, un cipresso “patriarca” del cimitero di S, Lazzaro, si è abbattuto al suolo, danneggiando anche alcune sepolture. Siamo andati a documentare l’accaduto, e abbiamo fotografato il ceppo, dopo che i giardinieri, lo avevano completamente sfrondato. Per curiosità abbiamo contato i famosi cerchi di vita, e il numero supera i 250 cerchi. Per questo lo abbiamo definito “patriarca”, perché è uno dei primi cipressi, messi a dimora in quel luogo, negli anni intorno al 1775. Infatti, le prime sepolture datano 1778. Il responsabile comunale del cimitero, sig. Lorenzo Lanzetta, mi ha gentilmente accompagnato in questa visita, e mi ha spiegato che i 160 cipressi che ombreggiano il nostro Camposanto, sono stati tutti monitorati nel mese di ottobre del 2108, dall’agronomo Stefano Paganini, che ha controllato sia la parte radicale che quella apicale, trovandoli quasi tutti in buona salute. Per sette o otto di loro, siccome erano pericolanti, si era proceduto al taglio.

Ingresso Cimitero San Lazzaro

Il maltempo ha fatto rovinare a terra, anche un cipresso nel cimitero di Grotte Santo Stefano e uno in quello di S. Martino. La pianta del cipresso è stata scelta per ornare i cimiteri per un motivo pratico, perché il suo impianto radicale sotterraneo, si estende non oltre la larghezza della sua chioma, e per un motivo spirituale. Infatti, ogni ramo che si taglia non ricresce mai più.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui