Ieri a Viterbo la prima nazionale dello spettacolo teatrale tratto dal libro "Misia: Confessioni di una concubina", in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Al Teatro Unione in scena il romanzo di Roberta Mezzabarba: “Oggi posso dire che Fiorella è Misia”

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Al Teatro Unione di Viterbo ieri pomeriggio è andata in scena la prima nazionale dello spettacolo “Misia: Confessioni di una concubina”, tratto dal romanzo della scrittrice Roberta Mezzabarba e promosso dall’Associazione Fidapa Bpw Italy.

Un debutto che assume particolare rilevanza, considerato che la data scelta per il lancio ha coinciso con la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si è celebrata proprio ieri, 25 novembre.

L’autrice del romanzo ci ha parlato della genesi della rappresentazione.

Roberta Mezzabarba

“Lo spettacolo ‘Misia: Confessioni di una concubina’ nasce per caso. – spiega Roberta Mezzabarba – Ho partecipato e vinto il primo premio a un premio cinematografico per corti a San Damiano d’Asti e la regista e attrice che voi vedete sul palco, Fiorella Carpino, era la presidente di giuria. Ha visto il trailer, acquistato il libro, l’ha letto e poi mi ha chiamata. Era il 9 di maggio e oggi, 25 novembre, siamo in scena, quindi a volte le proposte lanciate in aria si concretizzano. E’ stato un lavoro fatto a quattro mani, abbiamo sceneggiato la storia del mio romanzo e lei è entrata nel personaggio. Oggi posso dire che Fiorella è Misia”.

Un monologo intenso e tormentato che si esprime in un flusso continuo di pensieri che la protagonista, una donna di trent’anni tutta ‘casa e lavoro’, condivide con il pubblico, mettendo in luce la sua sofferenza. Sofferenza generata da un matrimonio infelice con un uomo che la isola, la maltratta, la fa sentire sbagliata. Un uomo violento, che la accusa di essere una ‘donna a metà’ perché non in grado di mettere al mondo un figlio.

La protagonista sembra vedere per un attimo la luce quando si avvicina ad un suo collega di lavoro: “Lui mi guarda, – dice – mi guarda davvero”.

Ma anche stavolta l’illusione si spezza e la donna torna in balia del suo aguzzino, fino a quando – verso la fine dello spettacolo – suo marito perde la vita in un incidente stradale. Proprio quando la donna stava considerando di mettere fine alla sua vita con una “pillola magica” che l’avrebbe spogliata del suo dolore e di quei lividi sul corpo che ha sempre cercato di nascondere al mondo, senza un’amica o persona fidata a cui poter raccontare la sua agonia. Ed è solo in seguito alla morte di quell’uomo che le causato tanto male che Misia può dire di essere rinata davvero.

Miranda Bocci (Fidapa)

Prima dell’inizio dello spettacolo la presidente dell’Associazione Fidapa di Viterbo Miranda Bocci ha invitato gli uomini presenti in sala ad alzarsi in piedi e riflettere sulla condizione delle donne che – in tutto il mondo – continuano ancora oggi ad essere vittime di violenza.

 

 

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