Alberghiero di Amatrice, è scontro tra Palombini e il cda dell’Istituzione Formativa

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Il consiglio di amministrazione dell’Istituzione Formativa di Rieti si è dimesso in dissenso con la volontà di Comune, Provincia e Regione di ricollocare immediatamente ad Amatrice le classi III e IV del Centro di Formazione Alberghiero.

La decisione è maturata dopo l’incontro avuto ieri nella sede provvisoria dell’Alberghiero a Rieti tra il Presidente della Provincia Calisse e studenti e genitori.

“Compito del Cda – spiegano al ‘Il Messaggero’ Licia Alonzi e Rita Pezzotti, presidente e vicepresidente – è quello di rispondere a logiche che vedono al primo posto la didattica, il benessere psicofisico e la formazione dei ragazzi frequentanti i centri di formazione dell’istituzione e non ad altre logiche che seppur astrattamente condivisibili sul piano sociale e territoriale, nulla hanno a che fare con l’istruzione e formazione professionale, nonché con l’assolvimento dell’obbligo scolastico. Non ci sono le condizioni per il ritorno degli alunni ad Amatrice mentre volge al termine questo anno formativo”.

Ma il sindaco facente funzioni di Amatrice Filippo Palombini non ci sta e sottolinea che le dimissioni arrivano a pochi giorni dalla scadenza naturale del consiglio di amministrazione.

“Ricordo – scrive Palombini – che il ritorno dell’Alberghiero fu discusso e deciso a settembre dello scorso anno e che proprio per assecondare le richieste avanzate dall’IFS si concordò un rientro più graduale da dopo le feste di Natale (che poi è diventato marzo)”.

Il primo cittadino di Amatrice nel suo comunicato avanza l’ipotesi di una malcelata speranza nell’allungamento delle tempistiche: “Probabilmente chi all’epoca concordò sugli obiettivi e le modalità, riconoscendo pubblicamente il grande valore sociale e senso di rinascita che aveva per una intera comunità questo ritorno, in cuor suo sperava che non ci sarebbero state le condizioni necessarie e che avrebbe potuto arrivare serenamente alla fine del proprio mandato senza fastidi. Purtroppo questa comunità, che caparbiamente lotta per un incerto futuro, si è presentata alla scadenza con la ferrea volontà di rivoler indietro il proprio Alberghiero, essendo riuscita a fare tutto quello che le si era richiesto, il tutto proprio qualche giorno prima della fine del mandato del Consiglio dell’IFR”.

“Dispiace – conclude con sarcasmo il primo cittadino –  aver disturbato la serenità dei membri del Consiglio IFR, ma in momenti come questo servono coraggio e senso di responsabilità, vorrà dire che morto un Papa se ne fa un altro”.

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