Albero di Natale “come mi pare e piace” e poi il Bambino nascerà in un hotel a 5 stelle

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La tradizione dell’albero di Natale decorato dovrebbe essere fatta risalire, verosimilmente, alle popolazioni del nord Europa. L’abete era sacro ad Odino, il dio dei Germani e i celti erano soliti usare rami di sempreverdi, per decorare le case durante il solstizio d’inverno. Per i Vichinghi dell’estremo nord l’abete rosso aveva, a sua volta, un significato magico e propiziatorio.

Da Wikipedia leggiamo quali sono i tipi di alberi usati:
In genere per l’albero di Natale in Italia si usa un peccio (Picea abies) detto anche abete rosso; mentre nell’Europa Centrale e nei Paesi nordici è comune oltre la “Picea abies”, l’uso di abeti (Abies alba o Abies nordmanniana); più raramente si usano pini o altre conifere sempreverdi.

Detto questo aggiungiamo che siccome la tradizione è nordica, dobbiamo adeguarci alla tradizione che non prevede mai un cipresso. Albero molto bello, nobile e maestoso, nel mio giardino ne ho ben ventiquattro, ma non mi sognerei mai di trasformare uno di essi in Albero di Natale.

Quindi se noi vogliamo trasformare un cipresso in albero di Natale, è per me la stessa cosa che fare un presepe, facendo nascere il Bambino in un Albergo a cinque stelle. Si può fare anche questo, ma allora lasciamo perdere le tradizioni e chiamiamolo “Albero come mi pare e piace”. Allora ci sto. Ma per favore non lo chiamiamo “Albero di Natale”.

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