Alessandro è stato ritrovato, ma sui Servizi sociali piovono minacce e insulti

Violenza inaudita e del tutto "gratuita" sugli operatori dei Servizi Sociali di Civitavecchia

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alessandro cesarini

Minacce di morte, insulti e “pistola puntata” contro i servizi sociali per la scomparsa di Alessandro Cesarini, il giovane di Civitavecchia che era finito a Bologna facendo l’autostop.

Le accuse sono venute fuori per via del fatto che il giorno prima di sparire, Alessandro doveva essere trasferito in una casa famiglia. Questa, apparentemente, sarebbe stata la causa della sua fuga per le persone “dalla tastiera e dalla lingua” troppo veloce, che hanno subito accusato il personale dei Servizi sociali dell’accaduto.

L’amministrazione, guidata dal sindaco Tedesco, condanna fermamente chi ha puntato il dito inveendo contro gli operatori sociali, che stavano unicamente svolgendo il suo lavoro, con il massimo della professionalità.

Alessandra Riccetti, assessore ai Servizi sociali di Civitavecchia, chiarisce che: “Lo stato di sola indigenza dei nuclei famigliari non costituisce assolutamente criterio di allontanamento dei figli minori da parte dell’autorità giudiziaria, anzi, i Servizi sociali sempre strutturano progetti a sostegno delle condizioni di fragilità economica”, fugando così ogni dubbio e allontanando la responsabilità dell’accaduto da chi stava svolgendo il suo lavoro, con il migliore degli intenti.

Ferma condanna, anche la sua, contro l’onda di insulti e di minacce rivolte agli operatori.

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