La temperatura nell'edificio è ben al di sotto dei 20 gradi stabiliti per legge: i genitori chiedono al più presto un sopralluogo delle autorità

“Alla primaria del Carmine bambini a lezione con nove gradi, chiediamo l’intervento di Sindaco e Prefetto”

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Scuola primaria del Carmine. Foto da ArchiDiAP

Negli ultimi giorni le segnalazioni di amministratori locali e genitori si susseguono senza sosta per denunciare la situazione di numerosi istituti scolastici viterbesi, dove i bambini sono costretti a fare lezione al freddo e al gelo a causa del mancato funzionamento dei riscaldamenti.

Dopo la chiusura della scuola dell’infanzia dell’Ellera per effettuare “lavori urgenti sull’impianto di riscaldamento” in seguito al sopralluogo del Prefetto Giovanni Bruno e dei vigili del fuoco – i quali hanno constatato che la temperatura all’interno dell’edificio si aggirava in media intorno agli 11/13 gradi – ora riceviamo segnalazioni anche dai genitori di alcuni alunni della scuola primaria del Carmine, che, esasperati, denunciano la medesima situazione.

“All’interno della struttura scolastica – spiegano – la temperatura delle aule è di nove gradi, molto al di sotto dei 20 che sono previsti per legge. Chiediamo al sindaco Arena e al prefetto Bruno di intervenire con dei sopralluoghi per verificare in che condizioni i bambini devono affrontare le lezioni”.

“Questo perché, nonostante le temperature ‘polari’, i nostri figli in questi giorni stanno continuando ad andare a scuola, dato che l’amministrazione non ha disposto controlli sull’edificio né tantomeno chiusure”, raccontano i genitori.

Ad aggravare un problema già di per sé molto penalizzante, si aggiunge il fatto che alcune classi hanno già dovuto affrontare tre quarantene preventive, per presunti contagi da Covid-19 all’interno della scuola.

Una situazione ormai insostenibile sia per gli alunni che per i loro genitori, i quali chiedono a gran voce che il caso sia esaminato da chi di dovere per evitare spiacevoli conseguenze sulla didattica e sui bambini, già duramente provati dall’emergenza sanitaria, e studiare soluzioni adeguate in vista dei lavori sugli impianti che potrebbero rendersi necessari.

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