I tamponi svolti dal laboratorio di genetica molecolare sono in regola con quella che è la legge attuale? La risposta è no, ma a qualcuno duole doverlo ammettere. E la trasparenza che fine ha fatto?

Alla ricerca del tampone perduto

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A pensar male, si sa, talvolta ci si azzecca e, sovente, per amicizia, affinitá e parentela, si annacqua l’obiettività di un parere. Ma quanto hanno combinato con la Genetica Medica di Belcolle incalza di nuovo sceneggiature e regie degne della saga di Indiana Jones.

Dovremmo ripercorrere l’elaborato intrigo di ordinanze, note, DCA e quant’altro, ma, succintamente e provocatoriamente, preannunceremo invece la conclusione: ad oggi, l’esecuzione del test molecolare per la ricerca del virus SARS-CoV-2 in campioni da tamponi naso-faringei da parte della Sez.Genetica Molecolare del Laboratorio di Genetica non risulta autorizzata come esercizio di attivitá sanitaria (art.8-ter, cc.1/2, D. Lgs. 502/92 et s.m.i.).

In effetti la saga dell’equivoco (lo sará?) era iniziata il 30 marzo, quando con n.prot. 23954 la UOSD di Genetica Medica a Belcolle dichiarava ch,e presso la sua sezione di Genetica Molecolare, era stata attivata l’esecuzione del test molecolare in parola con autorizzazione della RL del 06.03.20, ordinanza Z0003. Falso! Ma alla Direzione Strategica Asl sono convinti di ben altro, tanto da riportare la inesistente autorizzazione anche sul Manuale Operativo (MOC 19), edizione 3, del 14.04.20 della stessa Asl (v. Manuale relativo al Piano territoriale di Preparazione e Risposta all’emergenza Covid-19). Falso al quadrato!

Un’autorizzazione esiste, ma – udite, udite – è del 30 marzo, nota RL 0256288, ed è relativa al Laboratorio Analisi di Belcolle, non di certo a quello della Genetica Medica, come ribadito dal Ministero della Salute con sua circolare 0011715 del 03 aprile. Eppure, con abilissima destrezza, i numeri telefonici ed i rispettivi nominativi che vi appaiono sono inequivocabilmente di personale in forza alla Genetica Medica.

Un caso, dunque, oppure vera e propria mistificazione, attraverso la quale è falsata la verità dei fatti e degli atti, vieppiù in aperto contrasto con la normativa regionale: DCA 219/2014 e DCA 359/2016 che stabiliscono la distinta tipologia diagnostica dei Laboratori, diversi funzionalmente è strutturalmente, e con la tassativa esclusione della Genetica Medica dal test molecolare di ricerca in ambito virologico.

E, dulcis in fundo, il D.Lgs. 34 del 19 maggio, convertito in L. N^ 77 del 17 luglio, che ai cc. 1bis ed 1 ter dell’art.1 depone come siano esclusivamente i laboratori di microbiologia gli unici abilitati ad eseguire il test. Ergo: il Laboratorio di Genetica Medica opera in assenza di autorizzazione sviluppando indebitamente un’attivitá sanitaria, avendo solo ottenuto, camuffandosi da Laboratorio Analisi, la validazione del Laboratorio di riferimento regionale (Spallanzani) all’esecuzione dei test molecolari per la ricerca del virus SARS-CoV-2, e non l’effettiva autorizzazione.

Quindi tutto e di più, ovunque aleggia la grave distorsione della veritá, appannata da giochetti di repertorio ad opera di personaggi noti ed interessati: la figlia di tizia è stata assunta come ingegnere, il figlio di caia ha la mamma che comanda, la moglie di quello ha il marito in prima linea e poi?

Test fuorilegge, mai autorizzati, capaci di provocare, se letti, positivi, conseguenze a cascata, isolamento per tutti in primis.

Certo, ci diranno che “era l’unica opzione possibile”, e potremmo anche essere quasi sicuramente d’accordo in quel caso. Ma allora perchè non ammetterlo tranquillamente e pubblicamente invece di tacciare come menzognere chi dice una inoppugnabile verità? Questi modi un tantino ortodossi non sono piacevoli, soprattutto se utilizzati da coloro che rappresentano quella che è un’istituzione del Sistema Sanitario Nazionale.

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