Allarme turismo: nella Tuscia proliferano le guide turistiche abusive

Confguide Lazio Nord e AIGAE lanciano l'allarme per salvaguardare il turismo della Tuscia, che aumenta ma non ha alcun controllo.

251
Turismo per Civita di Bagnoregio

Aumentano i turisti nella Tuscia, il rapporto Upi sullo stato delle province evidenzia un +39% nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017. Una buona notizia, non c’è dubbio. “Finalmente!” direbbe qualcuno, ma non è tutto oro quello che luccica. Si perché il turismo cresce, ma di pari passo con l’abusivismo.

E’ questo l’allarme lanciato da Confguide Lazio Nord e AIGAE. Le due organizzazioni spiegano come il fenomeno delle guide turistiche senza patentino sia ormai una prassi consolidata nella Tuscia: “Accanto all’offerta dei professionisti del settore – recita un comunicato congiunto – s’incrementa di pari passo anche il fenomeno dell’abusivismo e casi di lavoro nero spesso mascherato da volontariato”.

Le guide turistiche non solo – ovviamente – non possono lavorare in nero come tutte le altre categorie professionali, ma devono anche sostenere un esame al fine di ottenere un apposito patentino che consenta loro di esercitare il mestiere nel perimetro della legge.

Diverso è il caso delle guide ambientali escursionistiche: queste, a differenza delle altre, non sono soggette a nessuna abilitazione, dovrebbero però essere preparate dal punto di vista della sicurezza e del primo soccorso per garantire l’incolumità dei turisti stessi, ricorda l’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche).

Per questo le due organizzazioni hanno deciso di lanciare un appello a tutte le amministrazioni comunali della Tuscia, con un occhio di riguardo ai comuni a leva turistica come Bagnoregio, Viterbo, Tarquinia, Caprarola, Bomarzo, Bolsena e Tuscania. Secondo AIGAE e Confguide, sono indispensabili “controlli mirati e a tappeto” per arginare il fenomeno delle guide abusive.

Del resto, si tratta di una prassi che riduce notevolmente la spinta e il beneficio economico generato dal turismo. I dati dell’Upi, infatti, evidenziano come i turisti che visitano la provincia siano sempre meno disposti a spendere. Se quelli che lo fanno si mettono nelle mani di chi lavora in nero o di chi predica finto volontariato, ecco che siamo finiti senza neanche accorgerci in un circolo vizioso che favorisce che non rispetta le regole a scapito di chi invece le tasse le paga, eccome.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui