Alle Mille Miglia degli anni ’50 a 100 Km all’ora

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1000 miglia

Ieri, 17 maggio, le strade della nostra città di Viterbo hanno visto transitare la rievocazione storica della leggendaria corsa delle Mille Miglia.

Con la mia autovettura mi sono lasciato sorpassare da una rombante e simpatica Mercedes 3000 d’epoca, che transitava sulla statale, e mentre salutavo con la mano i piloti, come d’incanto mi sono ricordato di quando ragazzo molto giovane, andavo a vedere passare i bolidi delle vere Mille Miglia. I due uomini sulla vettura d’epoca, erano abbigliati come negli anni cinquanta, e mi sembrava di rivivere i momenti della mia prima giovinezza. Ricordo che andavo con mio zio Umberto che era molto preciso e mi voleva pronto, alle cinque del mattino. Infatti, i piloti più importanti passavano alle prime ora del mattino perché partivano a mezzanotte da Brescia. Mio zio avanti ed io dietro di lui, ci avviavamo a piedi con passo veloce sulla Cassia Nord, camminando sulla banchina, fino al cimitero dei Francesi, che sorgeva dove adesso è la concessionaria Renault, e il Salumificio Sa.Vi. Il luogo per mio zio era strategico, perché in quel punto c’era un piccolo dosso e le autovetture, per un attimo, si sollevavano da terra. In quello spazio di osservazione su di un terreno rialzato, c’erano sempre una decine di persone, e tutte avevano in mano la Gazzetta dello Sport, aperta nella pagina dove erano stampati i nomi di tutti i partecipanti, con il numero assegnato alla vettura. La velocità media che raggiungevano quelle autovetture, era di circa novanta/cento chilometri all’ora, ma erano gli anni ’50 e quelle velocità erano solo per poche autovetture sportive. Ricordo che l’arrivo del concorrente, era annunciato dal rombo del motore, e allora tutti pronti a gustarsi il salto sul dosso e poi subito dopo, si scorreva l’indice per vedere il nome del pilota. Dopo circa dieci secondi si sentiva qualcuno tra la folla esclamare il nome. Se questo era un nome molto conosciuto, come poteva essere Nuvolari, Taruffi, Fangio o Bandini, ecco che allora partiva un lungo applauso, accompagnato da un lungo “ohhhh” di meraviglia tra gli spettatori. Peccato che quel pilota in questo lasso di tempo, tra il passaggio e l’applauso, fosse già lontano.

Massimo Saggini, pilota equipaggio viterbese 1000 Miglia con il navigatore Domenico Struzzi

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