Alluvione 2012: in quindici giorni la decisione sull’ex sindaco Primieri

Il giudice Rigato risponderà per iscritto: oggi i residenti in aula contro Primieri. Alluvione del 2012, tre ipotesi per l’ex sindaco di Orte: rinvio a giudizio, archiviazione o altre indagini.

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Quindici giorni affinché il gip faccia sapere per iscritto se l’ex sindaco di Orte Dino Primieri sarà rinviato a giudizio, se sarà prosciolto oppure se ci sarà un supplemento di indagine, come richiesto dai 15 ortani che nel 2014 fecero una denuncia contro ignoti per l’alluvione del novembre 2012.
Stamattina le parti offese, l’indagato e i rispettivi avvocati si sono ritrovati nell’aula 1 del tribunale. Con loro la titolare dell’indagine, la pm Chiara Capezzuto. A rappresentare i cittadini querelanti c’era il primo firmatario, Massimo Dionisi: “Ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, perché le indagini secondo i nostri avvocati furono svolte in modo approssimativo. Nel senso che non fu verificato se l’allora sindaco Primieri diede tutte le informazioni necessarie, in merito alla salvaguardia delle persone e delle cose, nei tempi utili, ai residenti di Molegnano e della strada provinciale 150, così come dichiarò l’allora prefetto di Viterbo”. Insomma, gli abitanti delle aree più colpite dall’alluvione di quasi sette anni fa, vogliono vederci chiaro sulle eventuali responsabilità del capo dell’amministrazione comunale del novembre 2012.
Nel 2017, la pm Capezzuto che prese il posto del titolare della prima ora, il pubblico ministero Renzo Petroselli, chiese l’archiviazione. Ma alla richiesta di archiviazione gli alluvionati si sono opposti e il giudice ha fissato l’udienza di oggi, dove le parti si sono confrontate.
Per l’avvocato dell’indagato l’opposizione dei querelanti non ha portato degli elementi nuovi. Per questo ha sollevato la prima eccezione. La seconda eccezione della difesa è stata nel merito: non ci sarebbero gli estremi per un’azione penale di responsabilità contro Primieri, in quanto lui avrebbe fatto tutto il possibile, anche in vista dell’eccezionalità dell’evento. E quindi, l’avvocato di Primieri concordava sull’archiviazione.
Di opposto avviso le parti offese. “Intanto le indagini del pm non definivano se l’allarme era stato dato; inoltre, l’eccezionalità dell’evento non scagiona da responsabilità, ma al contrario le dovrebbe accentuare. Questo ha sostenuto il nostro avvocato”.
Poi, il giudice Francesco Rigato ha dato facoltà di parlare al rappresentante degli alluvionati: “Ho detto che come parti offese non discutiamo che l’evento fosse eccezionale – dice Dionisi – ma discutiamo che l’allarme sia stato dato in modo inadeguato”.
Da qui, l’avvocato degli alluvionati, Maurizio Caligiuri del foro di Roma, ha chiesto non il rinvio a giudizio per l’ex sindaco, ma un supplemento di indagini. Per risalire alle cause. Insomma, chiosa Dionisi, “vogliamo far appurare dalla procura le responsabilità dell’allora amministrazione comunale”.
Dopo di che il gip, vista la consistenza del fascicolo e viste le eccezioni fatte dagli avvocati, ha deciso di riservarsi il parere: entro una quindicina di giorni, il giudice dovrebbe far sapere per iscritto agli avvocati se archivierà, rinvierà a giudizio o proseguirà le indagini.

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