Il governo, sospinto dalla Lega, procede sulle riaperture con grande scorno di PD e Cinque Stelle

Altro che discettare sull’inutile performance di Fedez, Draghi guarda al sodo e va avanti con pass vaccinale e alleggerimento del coprifuoco

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Comandante Camilli
Il direttore Giovanni Masotti, foto di Erika Orsini

Mentre tre quarti degli italiani e gran parte dei politici si azzannano sulla squallida performance di Fedez in occasione del concertone del primo maggio e continuano a discettare all’infinito sulla sfingea RAI (censura si, censura no), per fortuna abbiamo un presidente del consiglio che si tiene lontano da queste frescacce, mette la quarta sulle riaperture dal Covid e spinge come mai prima sull’ acceleratore per il piano vaccinale.

L’Italia sarà il primo Paese europeo a utilizzare il “green pass” per gli europei che arriveranno nella penisola a partire da metà maggio e questa mossa – un semaforo verde – sarà una manna per il nostro turismo, che finora ha sofferto moltissimo chiusure e divieti. Ma non solo. È molto probabile che, dallo stesso periodo, il coprifuoco verrà ammorbidito e prolungato fino a diventare più logico e umano e meno sacrificale per ristoranti e bar.

È innegabile che questa nuova marcia innestata da Draghi e sospinta dai numeri meno severi del contagio, dipenda dal pressing incessante attuato dalla Lega all’interno del Governo. Salvini si è mosso abilmente con il premier, convincendolo pian piano che con il rigorismo talebano di Speranza e company non si andava lontano. Draghi non si è scomposto, ma di giorno in giorno ha capito che l’Italia andava progressivamente riaperta e ha agito di conseguenza.

Oggi come oggi la linea movimentista della Lega sta prevalendo sull’immobilismo di PD e Cinque Stelle, che masticano amaro e meditano vendetta tremenda vendetta. Ma gli sconfitti, per ora, sono loro. E Draghi non se ne cura più di tanto.

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