Altro che Sì e No: 14 milioni di italiani aspettano il rinnovo dei contratti

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Articolo preso dal sito 7colli

E’ un esercito che sfiora i 14 milioni di lavoratori ad attendere il rinnovo dei propri contratti. La parte più consistente quella del settore privato che ne conta circa 11 milioni. E per il 36% dei 168 contratti privati vigenti, che coprono, 4 mln di lavoratori circa , è già stato fischiato il calcio di inizio del confronto tra aziende e sindacati che porterà ad un aumento della busta paga. Ma per il 30%, invece, niente è ancora all’orizzonte. Oltre 4,5 mln di lavoratori di settori noti e molto meno noti, senza alcuna prospettiva di rinnovo. E’ questo il quadro che emerge dalla foto scattata dall’Adnkronos sulla stagione dei rinnovi contrattuali.

A fare da battistrada all’apertura della stagione dei tavoli di confronto è il settore alimentare, il primo che si cimenta con le difficoltà di una vertenza sempre delicata. Una partita difficile soprattutto in questa tornata aggravata dalla crisi innescata dall’emergenza Covid che sta depauperando l’economia del Paese. E che inoltre pone le aziende in una posizione difensiva soprattutto sotto il profilo salariale. E la trattativa del settore alimentare non fa eccezione. Il fronte aziendale si è spaccato e Federalimentare non ha firmato il rinnovo, né intende farlo, disconoscendo un aumento in busta paga ai lavoratori di 119 euro lordi al mese sottoscritto invece da Unionfood , Ancit, e AssoBirra. Una situazione inedita e difficile da districare.

Intanto è impasse anche sul tavolo, pubblico, del rinnovo dei 100mila lavoratori della sanità privata che da 14 anni attendono l’aggiornamento di norme e salari. Nulla è cambiato infatti anche dopo l’apertura ad accelerare la firma dell’accordo da parte del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl infatti hanno confermato lo sciopero dell’intera giornata del 16 settembre prossimo. Tavolo infuocato anche per i metalmeccanici che al contrario dello scorso rinnovo. Allora optarono per interventi di welfare aziendale al posto di aumenti veri e propri in busta paga. Ma oggi tornano a chiedere un incremento salariale classico per tutti i lavoratori di 156 euro al mese al III livello.

Una proposta bocciata da Federmeccanica fin dall’avvio del negoziato reso complicato non solo dal lungo lockdown che ha congelato la trattativa ma anche dalla crisi economica che ha fortemente irrigidito il fronte industriale. Il 16 settembre dunque riprenderà il tavolo tra Fim Fiom Uilm e industriali meccanici ma i sindacati sembrano decisi a scendere sul piede di guerra per raggiungere il risultato salariale. Ancora aperto anche il contratto dei 400.000 lavoratori del comparto tessile per i quali erano stati richiesti 115 euro di aumento medio; i 320.000 del legno arredo (99 euro) e i 130.000 della gomma plastica che hanno chiesto 100 euro lordi al mese in più. Tra i settori che attendono la fine del confronto anche l’agricoltura, il florovivaismo e fioricoltura, il commercio e gli agenti di commercio, i lavoratori dello spettacolo, la Rai, il trasporto e la logistica, e i marittimi.

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