Amore e devozione, il coraggio dei Facchini di Santa Rosa

Il Sodalizio Facchini di Santa Rosa è nato nel 1978 anche grazie al Comune di Viterbo, che con delibera consigliare e riconoscendone lo Statuto concesse a loro una sede nel quartiere medievale di S. Pellegrino.

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“Ogni anno la sera del 3..”, intonano ragazzi e ragazze il giorno del Trasporto della Macchina di Santa Rosa lungo le vie del centro di Viterbo al passaggio dell’imponente struttura portata a spalla da più di cento uomini, i cosiddetti “Facchini” del Sodalizio in onore della Santa Patrona della città.

Eh già, tra le varie associazioni e onlus del viterbese ci sono anche loro, volontari che per amore della Santa rischiano la vita, in quella notte magica del 3 settembre, nel trasportare una struttura alta 29,50 metri da terra pesante alcune tonnellate, onere spartito dai cento valorosi facchini, detti anche “ciuffi”, che ansimano sotto la Macchina.

Il Sodalizio Facchini di Santa Rosa è nato nel 1978 anche grazie al Comune di Viterbo, che con delibera consigliare – e riconoscendone lo Statuto – concesse loro una sede nel quartiere medievale di San Pellegrino.

Lo statuto venne rinnovato il 2 agosto del 2008, dando così continuità all’opera di amore per la città di Viterbo e permettendo di migliorare l’organizzazione dei compiti e delle responsabilità relativi al Trasporto, oltre che di programmare l’attività annuale.

Dal 1987 il capitolato d’appalto della costruzione delle macchine prevede che “il trasporto è affidato al Sodalizio facchini di Santa Rosa” e – per via dell’introduzione dei moderni sistemi di costruzione – raddoppiando il peso e l’altezza della Macchina.

Un gruppo – e nello stesso tempo una famiglia – quello del Sodalizio, che per il 2019 ha già rinnovato l’incarico di presidente a Massimo Mecarini, che assieme al direttivo ha portato in questi ultimi anni l’associazione ad alti livelli proseguendo il lavoro dei suoi predecessori.

Le ultime edizioni delle Macchine di Santa Rosa, che vengono rinnovate ogni 4/5 anni, sono state progettate e curate dall’architetto Raffaele Ascenzi.

Il Sodalizio oltre al trasporto della Macchina di Santa Rosa, diventata patrimonio dell’Unesco a fine 2013 (pratica iniziata con il sindaco Giulio Marini e proseguita dal suo successore Leonardo Michelini), porta avanti temi di carattere sociale sostenendo generosamente progetti di volontariato e beneficienza a favore dei più deboli e sfortunati.

Una delle tante attività dei facchini sono le cene in piazza del Duomo dove il ricavato viene donato in beneficienza e la tradizionale visita insieme ai “mini-facchini” presso il reparto di pediatria di Belcolle.

Un’altra opera di servizio è la gestione del Museo del Sodalizio a San Pellegrino con all’interno la riproduzione delle macchine, in formato mini, e della storia dei facchini cominciata nel lontano 4 settembre del 1258!

Inoltre il Sodalizio collabora a stretto contatto con tutte le associazioni di volontariato locali, comprese l‘Avis comunale di Viterbo e l’associazione “Campo delle rose”. Evviva il Sodalizio!

 

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