Anche da Allumiere un secco no all’inceneritore di Tarquinia

TERMOVALORIZZATORE. Votato all’unanimità l’ordine del giorno di contrarietà all’impianto della A2A a Pian D’Organo

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consiglio comunale allumiere
Il consiglio comunale di Allumiere

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ALLUMIERE – Il Comune di Allumiere esprime la netta, unanime contrarietà all’ipotesi di un termovalorizzatore a Tarquinia. Durante il consiglio che si è svolto ieri, maggioranza e opposizione hanno ribadito ufficialmente il no istituzionale ad un progetto disastroso per il territorio.

Il sindaco Pasquini e tutto il consiglio comunale di Allumiere hanno espresso quindi: ‘’la totale condivisione di contrarietà scaturita dai consigli comunali di Civitavecchia e Tarquinia nelle apposite riunioni consiliari del 9 agosto 2019’’ ed ha espresso netta contrarietà all’installazione dell’Impianto di recupero Energetico di Tarquinia (VT) ubicato nel Comune di Tarquinia località Pian d’Organo – Pian dei Cipressi  proposto dalla Società A2A Ambiente spa’’ ed auspicano ‘’la nascita di tavoli di lavoro comprensoriali che abbiano come obiettivo quello di condividere le problematiche per creare percorsi di risoluzione che abbraccino diversi ambiti da quello dell’inquinamento a quello ambientale e sanitario e una sinergia di intenti che abbia come obiettivo uno sviluppo sostenibile in termini di occupazione, sviluppo e tutela della salute per l’intero comprensorio, eliminando così le barriere territoriali e gli steccati ideologici che limitano l’agire’’.

Il sindaco Pasquini ha puntualizzato che: «Come è noto il nostro territorio ha già pagato prezzi elevatissimi in termini di servitù energetica e adesso non possono venire a parlarci di un mega impianto per incenerire i rifiuti. Le nostre vocazioni territoriali sono di ben altra natura e questo messaggio deve essere forte e chiaro. Il progetto presentato da A2a, oltre ad essere superato e redatto in maniera approssimativa, avrebbe delle ricadute devastanti sull’intero territorio».

Chiaramente il problema dei rifiuti esiste, ma secondo il primo cittadino Pasquini: «la risposta non può essere un mega inceneritore. La soluzione, anche per uscire da questo contesto di continui attacchi da parte di chi vorrebbe arricchirsi sulla pelle del territorio, dovrebbe essere una linea condivisa a livello comprensoriale, nel rispetto dell’ambiente, dello sviluppo e, soprattutto, della salute delle nostre comunità, senza dimenticare l’incidenza di tumori registrata negli ultimi anni a livello terriotriale. Quello dei rifiuti, infatti, non è solo un problema politico, ma anche sociale. Non a caso, è anche uno degli obiettivi dell’Agenda 2030. Se davvero vogliamo parlare di sviluppo sostenibile, al concetto di inceneritore dobbiamo poter contrapporre un sistema di smaltimento che tenga in debito conto il principio di riduzione, riciclo e riutilizzo dei rifiuti stessi, al fine da trasformare questi ultimi da problema a risorsa, senza il minimo impatto ambientale. Il potenziamento del porta a porta e il conferimento di varie isole ecologiche intercomunali potrebbero essere l’inizio di un percorso virtuoso che porterà alla risoluzione del problema».

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