Anche gli Ordini professionali contro il vincolo sul termalismo

Il provvedimento – presentato lo scorso 28 gennaio dalla Sovrintendenza Archeologica Beni Culturali – ha messo in allarme gli Ordini professionali.

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bullicame

In mattinata la terza commissione ha incontrato i rappresentanti degli Ordini professionali per ascoltare le osservazioni sulla proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico denominata “Dal Bullicame al Riello alle Masse di San Sisto”.

Il provvedimento – presentato lo scorso 28 gennaio dalla Sovrintendenza Archeologica Beni Culturali – ha messo in allarme gli Ordini professionali, oltre alle associazioni di categoria che hanno preso parte allo scorso incontro.
Come attenuare gli effetti del vincolo sui 1600 ettari? Marco Prosperoni – presidente dell’Ordine degli avvocati – ha proposto di organizzare un tavolo comune con gli ingegneri e gli architetti per elaborare un documento comprendente tutte le osservazioni da presentare alla commissione. Idea condivisa dall’architetto Remo Cencioni – presidente della commissione urbanistica – e da Paolo Marcucci, dell’Ordine degli ingegneri.
“Ricordiamo che il termine ultimo per inviare le osservazioni è fissato al 28 maggio – ha affermato Luisa Ciambella – non arriviamo dopo i fuochi.” La preoccupazione della consigliera è che si stia procrastinando troppo nelle audizioni e che non si riesca a inviare le osservazioni entro la data stabilita.
Alvaro Ricci ha proposto di prendere contatti con la Regione al fine di un percorso comune e di “valutare un ricorso al Tar, chiedere una sospensiva al provvedimento per procedere in caso all’annullamento”. Ma questo richiederebbe troppo tempo, soprattutto secondo Paolo Bianchini (FdI), che ha rinnovato l’invito a stabilire tempi certi per un tavolo: “Dobbiamo agire al più presto per non ingarbugliare ancora di più la matassa – ha detto – passerebbe troppo tempo ricorrendo al Tar. Entro fine maggio dobbiamo tirare le somme.”
Il presidente Fabrizio Purchiaroni – incalzato dalla Ciambella – ha promesso di definire al più presto un calendario d’azione. L’intenzione è di presentare il documento comune – comprendente le osservazioni di Ordini professionali e associazioni di categoria – entro e non oltre il 29 aprile. Poi si procederà alla riunione consiliare e tutto verrà inviato al Ministero.

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