“Anche in due a gestire trecento detenuti!”. Mammagialla: lo sfogo e la protesta degli agenti

"E' giunto il momento di rendere nota la nostra verità". Dopo le recenti polemiche i poliziotti penitenziari sono scesi in piazza.

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“E’ giunto il momento di rendere nota la nostra verità”.

Dopo le recenti polemiche che hanno visto al centro di una vasta operazione mediatica il carcere di Mammagialla, i poliziotti penitenziari di tutte le sigle sindacali hanno ormai raggiunto il culmine e sono scesi in piazza per chiedere un’imparzialità “che finora non c’è stata, visto che è stata messa in atto una strumentale interpretazione giornalistica che rischia di infangare persone che lavorano e perdipiù in condizioni durissime.”

 

manifestazione mammagialla 1

“Nelle ultime settimane abbiamo avuto un trasferimento di ottantotto detenuti da altri istituti, i carichi di lavoro sono aumentati a 360°, sia nei turni di sorveglianza che negli uffici ed inoltre abbiamo anche tre sorvegliati a vista, di cui uno è l’autore dell’ultimo omicidio.

Siamo stanchi di essere considerati i dipendenti di un carcere punitivo perchè, in realtà non è così, questa è una visione di Mammagialla orchestrata ad arte.

La verità è che siamo diventati la discarica di Roma e a qualcuno fa comodo mantenere questa situazione.

Viterbo è un istituto come gli altri, dove il personale cerca di tirare avanti con una scarpa ed una ciabatta sopportando delle condizioni al limite della tollerabilità. Dobbiamo gestire situazioni al limite dell’inverosimile, basti pensare che la sera dell’omicidio due agenti si trovavano a gestire trecento detenuti. Per non parlare poi della cronica mancanza di personale e dell’altrettanto critica carenza di fondi.

In questo momento, dobbiamo passare come aguzzini quando, allo stato dei fatti, la casa circondariale di Viterbo è in linea con tutte le altre strutture appartenenti al medesimo circuito. A Terni, ad esempio, si verificano, né più né meno, gli stessi episodi che si registrano a Viterbo, solo che nessuno ne parla, come si tace sul fatto che sono in carcere criminali psichiatrici che non dovrebbero esserci. In definitiva è stata la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari a decretare il fallimento dell’istituzione penitenziaria.

E’ giunto il momento di fare chiarezza su una situazione molto più complessa di quella che viene raccontata sui giornali, che va considerata nella sua interezza e che deve prescindere da visioni di parte e strumentali.”

Presente all’incontro anche il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Rotelli che ha ribadito il suo costante impegno a sostegno delle rivendicazioni dei poliziotti penitenziari: “Il caso di Mammagialla è ormai divenuta una questione di rilevanza nazionale e ci sono delle problematiche gravi che non possono più essere trascurate, a partire dalla mancanza di personale fino alle pesanti condizioni di lavoro con sovraffollamento insostenibile.

Abbiamo già presentato con dei colleghi un question time sull’emergenza e in settimana torneremo sulla questione per mantenere alta sul tema l’attenzione delle istituzioni.”

 

 

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