Anche la Tuscia nel team internazionale di studio su uno scheletro rinvenuto intatto

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Uno scheletro umano del periodo tardo antico scoperto durante gli scavi della Villa romana a Pomezia , più di 10 anni fa, è tornato alla luce per un progetto di ricerca a livello europeo.

Al team di ricerca internazionale partecipa anche la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale in collaborazione con il Comune di Pomezia,  l’Università di Valencia e la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma Capitale.

Secondo i primi dati rilevati dall’analisi, l’osservazione e la schedatura dell’apparato scheletrico oggetto dello studio, si tratta di un giovane uomo di circa 25 anni, alto 1.60 m, sepolto all’interno di una tomba appartenente alla tipologia chiamata “alla cappuccina”, molto diffusa nel periodo romano tardo antico.

Attraverso lo studio approfondito dei resti umani si intende ricostruire l’identikit della popolazione locale mentre dalle pratiche funerarie sarà possibile capirne gli usi e i costumi.

Lo staff di archeologi, guidato dal Prof. Llorenç Alapont Martin dell’Università Europea di Valencia, è da diversi anni protagonista di diversi progetti in Italia riguardanti in particolare l’archeologia funeraria, tra i quali lo scavo e lo studio della necropoli di Porta Nola a Pompei.

 

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