Durissima presa di posizione del Movimento Civico di Tarquinia contro il “modello Canepina”. Ora anche l’anima più a sinistra della coalizione inizia a ribellarsi e spunta il retroscena: Panunzi accerchiato

Anche l’anima di sinistra si ribella: Panunzi ora è accerchiato

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Piove sul bagnato per Enrico Panunzi: dopo il benservito del centrodestra in Provincia, ora anche all’interno del centrosinistra qualcuno inizia ad esprimere malcontento.

Noi, come immagine di copertina, abbiamo deciso di scegliere un meraviglioso “scatto rubato” che rappresenta appieno il panunzianesimo: potete vedere il capo politico del Pd viterbese circondato da molti suoi amici con il camice bianco, i suoi fedelissimi che, da dentro la Asl di Viterbo, non sprecano mai l’occasione per esprimergli vicinanza “politica”, se di politica si può parlare. Non sfugge alla camera nemmeno l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, anche lei vicinissima al grande capo e, soprattutto, alla Asl di Viterbo. Chi lo sa se presto foto come questa entreranno nell’album dei ricordi e lasceranno il loro posto nella realtà a qualcosa di migliore. Noi, per il bene della Tuscia e dei suoi cittadini, lo speriamo con tutto il cuore.

Tornando alle questioni politiche che stanno destabilizzando l’umore di Panunzi e non solo, il Movimento Civico di Tarquinia, gruppo politico che rappresenta una delle anime più a sinistra del centrosinistra della Tuscia, ha criticato aspramente quello che all’interno dell’area è stato soprannominato il “modello Canepina”.

In buona sostanza, il Movimento ha mosso dei giudizi negativi nei confronti della gestione del Pd in tutta la Provincia tramite un comunicato stampa, chiedendo a gran voce l’intervento del segretario dem Nicola Zingaretti per “fare pulizia al più presto prima che succeda l’irreparabile”. Il riferimento, naturalmente, è al numero uno del Pd viterbese Enrico Panunzi, accusato di aver “personalizzato” il partito.

Si apprende, da alcune fonti a lui vicine, che, una volta messo al corrente del comunicato, il consigliere regionale canepinese avrebbe reagito piuttosto rabbiosamente, etichettando gli appartenenti al gruppo politico litoraneo come “fioroniani”. Aggettivo, quest’ultimo, che non è andato giù ai civici tarquiniesi, tanto da rendere necessaria una contro-replica.

“Tutti i componenti di questo Movimento – si legge nel comunicato – provengono da storie politicamente ben definite e conosciute per appartenenza e percorso, pertanto, ci sembra alquanto ridicolo qualificare i suoi componenti per primo il nostro consigliere comunale Maurizio Conversini come discepolo di Fioroni.
Vogliamo ricordare, per chi ha la memora corta, che siamo stati tutti componenti in passato della politica attiva del PD locale e dallo stesso poi messi alla porta perché non propensi all’obbedienza senza confronto”. “Nei partiti, come nella vita – conclude la nota – a volte si vince e a volte si perde ma forse il PD dei Cimini non ha ancora capito che sta solo perdendo contro se stesso”.

Le parole scritte nel comunicato del Movimento Civico, poiché sostenute da uno dei più storici rappresentanti istituzionali della sinistra viterbese – Maurizio Conversini – hanno generato un gran bel terremoto. A nulla sono serviti i tentativi di stigmatizzare messi in atto dal circolo Pd locale che, tramite un comunicato, ha forse peggiorato la situazione.

Insomma, chi osa attaccare o criticare Panunzi è solo e soltanto un fioroniano della malora. Non sono accettate critiche legittime al suo più che discutibile operato. Il leader maximo del panunzianesimo sembra non aver digerito il fatto di non essere più considerato una sorta di Deus ex machina dai sostenitori della causa piddina, per questo tenta di spostare l’attenzione sull’antica – e mai rimarginata – frattura tra lui e Giuseppe Fioroni. Frattura che costó, costa e costerà ancora per Dio solo sa quanto un’emorragia di voti.

Ma questa è solo l’ennesima caduta di stile del frontman democratico (solo nel nome), ormai sempre più concentrato nella sua opera di devastazione del centrosinistra viterbese. Nel frattempo le comunali primaverili sono sempre più vicine e l’ennesima batosta elettorale per il Pd Panunziano è dietro l’angolo. L’uomo solo al comando sembra essere ormai accerchiato anche dai suoi stessi alleati, e non è un mistero che anche Nicola Zingaretti stia iniziando ad infastidirsi. I dissidi interni non sono un bello spot per l’immagine della coalizione. E a Roma questo lo sanno benissimo.

In Via Sant’Andrea delle Fratte, sotto sotto, i più lungimiranti stanno già pensando al suo successore. Chissà se, in caso di tonfo alle urne, i vertici nazionali dem decideranno di accelerare i tempi e destituire quello che da molti è ormai conosciuto come il Mago dei Cimini.

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