Ancora violenza negli USA e a Lione scatta l’allarme terrorismo: per gli scienziati non c’è differenza

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violenza usa

Una catena di sangue infinita. Ancora spari senza ragione apparente negli USA; deliberati assassini di stampo terrorista solo pochi giorni fa a Lione. Psicologi e analisti globali continuano a fornirci le loro articolate spiegazioni; le neuroscienze dicono però che non c’è alcuna differenza fra i due fenomeni.

Le neuroscienze (“scienze del cervello”) costituiscono un ambito di ricerca sviluppatosi a partire dagli ultimi decenni del Novecento e progredito grazie a innovative tecniche d’immagine che permettono di studiare i neuroni con strumenti mini-invasivi, praticamente in diretta.

I neuroscienziati parlano di “comportamento omicida” e ritengono che tutti i fenomeni aggressivi siano in realtà controllati da specifiche aree del cervello. Omicidi per un goal contestato, per rubare cento euro, per una precedenza sbagliata, per disprezzo razziale o per contrasti politico-religiosi passano tutti per una via nervosa che i neuroscienziati chiamano talvolta “cervello rettileo” o “area d’attacco ipotalamica”. Malgrado milioni di anni di evoluzione e lo sviluppo di quella prodigiosa struttura che chiamiamo “corteccia” (la sede del pensiero razionale, della scienza e delle arti), il cervello del rettile, quello che scatena i comportamenti bestiali, continua a sopravvivere ed operare in noi e gli omicidi e le stragi che riempiono le nostre cronache quotidiane e storiche ci ricordano chi siamo e da dove veniamo. L’età contemporanea sembra tuttavia aver introdotto una motivazione in più alle pulsioni omicide ancestrali: prima sono venuti cinema e fiction a compiacersi di mostrare botte, spari e sventramenti in dosi industriali, sapendo che sangue, audience e soldi procedono di pari passo (ma al cinema almeno il buono vince e il cattivo crepa); ora i social permettono un’auto-esibizione praticamente in diretta concedendo a chiunque di diventare qualcuno.

La narrazione biblica della donna che viene a schiacciare la testa del serpente: un’immagine di straordinaria attualità.

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