Andiamo al nòcciolo del nocciòlo

Comprensibile valorizzare le aziende con la produzione di beni di alto valore aggiunto, ma trasformare in monocultura quello che tradizionalmente non lo è mai stato, non può essere senza conseguenze.

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nocciole

Sulle pagine di “La mia città news.it” troverete sempre sostegno alle attività economiche della Tuscia, in particolare quelle agricole, autentica missione sociale del nostro territorio.

Ma c’è un però!

Mi riferisco alla recente corsa degli imprenditori agricoli di impiantare in ogni dove i nocciòli, cioè quelle coltivazioni che danno base per la produzione della Nutella e non solo.

Comprensibile valorizzare le aziende producendo beni di alto valore aggiunto, ma trasformare in monocultura quello che tradizionalmente non lo è mai stato, non può essere senza conseguenze. Quali? Innanzitutto l’impatto ambientale, poi l’uso esagerato delle risorse dei terreni e a seguire il consumo di riserve idriche per poi finire nell’inquinamento per uso di pesticidi.

Il nostro territorio è bello proprio per la diversità dell’ambiente. Andiamo dalle belle praterie della maremma coltivate a cereali al variopinto panorama delle colline di olivo e vite, varietà agricole che danno all’occhio diversità di colori nel mutare delle stagioni. Una monocultura, invece, nella specie quella del nocciòlo, uniforma il terreno da un seccume invernale a un verde intenso dell’estate, rendendo anche possibile una modifica delle condizioni climatiche locali.

Per discutere di queste e altre problematiche, il prossimo 16 marzo alle ore 10 a Orvieto, presso la Sala del Governatore nel Palazzo dei Sette, si terrà un convegno dedicato a “I Noccioli Del Problema”, nel quale l’ing. Piero Bruni, presidente dell’Associazione Lago di Bolsena, evidenzierà il perché il Lago di Bolsena non può sostenere ulteriori consumi idrici e immissioni inquinanti che possono derivare dalla indiscriminate nuove coltivazioni di nocciòlo.

Una riflessione importante sui pericoli di un’estensione sempre maggiore di coltivazioni assetate di acqua e che necessitano di impiego massiccio di pesticidi.

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