Andosilla nel caos: anziani in attesa di un ricovero per ore in barella

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Ancora nel caos il Pronto Soccorso di Civita Castellana.

Stavolta, all’origine dei nuovi disagi registrati in questi giorni non c’è l’emergenza Covid ma i lavori di ristrutturazione dei reparti in una struttura che sembra la tela di Penelope.

La vicenda appare paradossale sin dall’inizio.

A comunicare l’avvio dei lavori è, infatti, il dott. Di Donato, cardiologo e, per l’occasione, anche direttore sanitario dell’ospedale, pure se non si capisce bene a quale titolo, visto che la sua nomina non compare da nessuna parte sul sito della Asl.

Il solerte cardiologo, dopo aver comunicato in fretta ed in furia l’inizio dei lavori, ha tralasciato il piccolo particolare di fornire agli operatori le informazioni necessarie a gestire gli inevitabili disservizi, assolutamente prevedibili, conseguenti ad una simile operazione.

Figuriamoci se è stata poi affrontata la questione dei rischi per i pazienti che una simile decisione può comportare, per questo bisognerebbe sentire il Risk Manager (sempre che sia stato avvisato).

Immediatamente dopo l’avvio dei lavori, così, come ampiamente previsto da tutti gli operatori, sono iniziati i problemi.

Nella giornata di domenica, infatti, tutte le barelle del pronto soccorso erano impegnate da pazienti in attesa di essere ricollocati presso altre strutture.

Tra questi,  anche tre anziani ricoverati con frattura di femore, con le immaginabili sofferenze legate al fatto di attendere il ricovero su una barella.

Tutto ciò è inevitabilmente legato ad una gestione superficiale ed approssimativa della Direzione Sanitaria di Civita Castellana sulla quale, più volte, sono stati puntati i riflettori, ottenendo, puntualmente solo secche smentite a circostanze in realtà oggettivamente poco chiare.

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