Anno scolastico 2019- 2020: tutti promossi?

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L’epidemia di Coronavirus sta costringendo il Governo a elaborare soluzioni d’emergenza in diversi settori.
Tra essi c’è anche la scuola.

In queste ore al Ministero dell’Istruzione si lavora per cercare di ovviare alla situazione causata dalle restrizioni governative e dalla pandemia.

Con le scuole ancora chiuse, e una grossa incognita sulla loro riapertura in tempi brevi, si sta pensando a come venire incontro agli studenti e salvare l’anno scolastico 2019/2020

Il ministro Azzolina e i suoi collaboratori stanno lavorando su diversi scenari: prima di tutto, si prevede che nessuno verrà bocciato, neanche gli studenti rimasti indietro in qualche materia.

Tutti promossi, nonostante uno o più debiti, nonostante i 4 o i 5 del primo quadrimestre.
Infatti, ammesso anche che si faccia ritorno a maggio tra i banchi, non sarebbe possibile recuperare nei tempi consentiti. Non si ricorrerà, comunque, al “6 politico”.

Per quanto concerne l’esame di maturità 2020, si profilano due possibili scenari. Il primo: se si rientrasse a scuola a maggio, ipotesi remota, si consentirebbe l’accesso all’esame a tutti gli studenti, anche a coloro che hanno delle insufficienze.

In questo caso l’esame si svolgerebbe in maniera “classica”, cioè con scritti e orali.
La scelta degli argomenti, quindi, attribuirebbe una grande autonomia alle commissioni, quest’anno tutte interne, tranne che per il presidente di commissione.

La seconda ipotesi, la più probabile, profila l’impossibilità di riaprire le scuole per quest’anno scolastico. La data limite, secondo gli esperti, sarebbe il 17 maggio, giorno dopo il quale, se le scuole rimarranno chiuse, si dovranno prendere provvedimenti ad hoc.

Si pensa a un maxi colloquio, quindi non si farebbe alcuno scritto ma soltanto un orale più articolato. L’orale avrebbe la durata di un’ora almeno e prevederebbe lo svolgimento di esercizi di matematica e traduzioni, a seconda dell’indirizzo di studi dell’allievo.

Si tratta di una soluzione già adottata in altri casi d’emergenza, come il terremoto de L’Aquila.

L’obiettivo principale è non invalidare l’anno scolastico, pur assicurando un meccanismo che non traduca i provvedimenti dovuti all’emergenza sanitaria in un 6 politico concesso a tutti.

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