Anziana morta nella Rsa di Nepi, assolti medico e infermiera

Erano accusati di omicidio colposo. Indenne anche il gruppo RoRi (sede civile), proprietario della clinica

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Morte di una 86enne nella Rsa di Nepi: assolti medico e infermiera per omicidio colposo. Inoltre il gruppo RoRi, proprietario della casa di cura, non dovrà pagare la salata richiesta di risarcimento fatta (come parti civili) dai due figli della donna deceduta.
La sentenza di assoluzione è arrivata ieri sera alle 20. Nell’aula 5 del tribunale di Viterbo, il giudice Elisabetta Massini ha dato ragione alle difese.

I fatti alla base del procedimento chiuso ieri sera, risalgono a sette anni fa. Una paziente di 86 anni passò a miglior vita durante un ricovero all’ospedale Andosilla di Civita Castellana, in seguito a una caduta dalla sedia a rotelle: era il 6 giugno 2012, e il fatto, che per la procura fu rubricato come omicidio colposo, accadde nella Residenza sanitaria assistenziale dove l’anziana si trovava da tempo. La denuncia partì dal medico di pronto soccorso dell’ospedale Andosilla della città della ceramica, che diede l’allarme insospettito da incongruenze tra il racconto del personale e le lesioni dell’anziana.

Il dottore, sentito in aula come testimone in una delle tante udienze del procedimento, disse che le lesioni non erano compatibili con una caduta dalla sedia a rotelle. La presunta vittima morì quindici giorni dopo il ricovero.

Il gruppo RoRi (la famiglia Angelucci) è stato difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati del foro di Viterbo: “Il giudice ha assolto gli imputati e conseguentemente ha escluso qualsiasi obbligo risarcitorio per il responsabile civile (casa di cura di Nepi)”.

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