Appello agli italiani: non suicidatevi, ribellatevi

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A volte, nel corso della nostra vita, finiamo tutti prima o poi in dei tunnel che apparentemente sembrano senza una via d’uscita.
È inutile chiedersi per quale motivo, tanto non ci sono spiegazioni. È così punto e basta.
Per alcune persone l’entrata in uno di questi tunnel rappresenta l’inizio di un calvario che puó durare anche tutta la vita e portare, in alcuni casi, al suicidio.
Il suicidio non è un gesto di vigliaccheria, tantomeno un “peccato” come invece sostiene da secoli la Chiesa. Il suicidio, in tutta la sua crudeltà, è molto spesso un gesto che viene compiuto per sfuggire ad una vita miserabile, ad una malattia, al dolore eterno. Viene percepito come una sorta di liberazione dal disagio esistenziale.
Il suicidio di Stefano Camilli è solo l’ultimo di una lista che, se qualcuno avesse il coraggio di stilarla, sarebbe chilometrica.
In un periodo come questo la mancanze dello Stato tendono a far sentire abbandonate le persone, a non far vedere un futuro, a far smettere di credere che possa davvero esistere una via d’uscita.
Ma la via d’uscita c’è ed è una sola: combattere. Combattere contro lo Stato che ti affama, combattere contro il sistema che si prende gioco dei deboli e li sfrutta, combattere contro una società che lascia ai margini ed ignora i suoi figli più sfortunati e indifesi.
Per questo a tutti gli imprenditori, a tutti i dipendenti, a tutti i baristi, a tutti i ristoratori, a chiunque abbia un’attività, a chi è rimasto da solo, a chi è costretto a lottare ogni giorno con le proprie paure, a chi deve spaccarsi la schiena per andare avanti, a chi non sa come arrivare a fine mese e deve pensare alla moglie, ai figli o ai propri genitori dico: non suicidatevi, ribellatevi.
Fatelo per il vostro futuro, per quello dei vostri figli e per quello di questo Paese, non datela vinta a questi bastardi.
Basta suicidi di Stato, basta famiglie spezzate in due dal dolore, basta figli costretti a vivere senza uno o entrambi i genitori, basta giocare sulla pelle della gente.
Se gridate da soli potranno anche far finta di non ascoltarvi, ma se grideremo tutti insieme saranno costretti ad ascoltarci.

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