Appiccava il fuoco in un bosco tra Viterbo e Vetralla, piromane a processo

Nella prossima udienza saranno sentiti sei testimoni della pubblica accusa. La difesa darà battaglia

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vigili del fuoco
Immagine di repertorio

Fu beccato dalla Forestale che appiccava il fuoco in un bosco tra Viterbo e Vetralla. Alla sbarra l’agricoltore vetrallese Danilo Camilli.

Che ieri mattina era presente in aula, accanto al suo avvocato difensore Samuele De Santis. Il quale promette battaglia, a partire dalla prossima udienza del 20 ottobre 2020. “Ho nominato come miei consulenti due vigili del fuoco del Nia, Nucleo investigativo antincendi di Roma”, spiega il legale dell’imputato, dopo che il giudice Gaetano Mautone ha ammesso le prove e ha deciso di sentire, nella prossima udienza, i primi sei testimoni della pubblica accusa.

La quale ha iniziato le sue indagini il 22 agosto 2017, quando i carabinieri ambientali e forestali sorpresero in flagranza di reato il bracciante agricolo di Vetralla mentre stava appiccando un incendio in località Fiescole. Da qui, Danilo Camilli è stato rinviato a giudizio il 7 marzo di quest’anno, con l’accusa di aver incendiato in modo doloso un bosco. Il giudice per le indagini preliminari è Francesco Rigato e il pubblico ministero è Paola Conti.
Per la quale Camilli operava in un ampio comprensorio boscato di castagnoli nei monti Cimini. La forestale lo colse sul fatto: dava fuoco al bosco. Allora, il magistrato Massimiliano Siddi aprì per Camilli le porte di Mammagialla. Per gli inquirenti, l’imputato si sarebbe macchiato anche di altri incendi avvenuti in passato tra Viterbo e Vetralla.

Ma secondo l’avvocato difensore, “il mio assistito è estraneo alle contestazioni. Camilli è un onesto lavoratore che ritiene oltremodo odioso il reato contestatogli, in quanto lo stesso lavora e vive per la coltivazione della campagna e delle zone boschive”.

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