Applausi ed emozioni al teatro dell’Unione per “Giusto la fine del mondo”

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Viterbo- Grandi emozioni ieri pomeriggio, alle ore 18, al teatro dell’Unione di Viterbo con lo spettacolo
“Giusto la fine del mondo”, un testo poetico e intimistico, un trionfo dell’incomunicabilità incastonato in uno spettacolo superbo.


Una casa ricostruita sul palco del teatro, con le serrande dapprima abbassate; un’abitazione aperta sul salone, chiusa ai lati e circondata dal giardino. Lì sta una famiglia in attesa del ritorno del figlio, dopo tanti anni: ricostruita benissimo l’ansia dell’accoglienza che poi convulsamente si trasforma in trepidazione, in grovigli emotivi e in empatia. Louis, il figlio lontano, il familiare dei brevi messaggi e delle cartoline, ha poco tempo: il distacco si farà presto definitivo. È uno scrittore malato di Aids e ormai prossimo alla morte. Arriva, percorre il giardino, entra in casa. Alessandro Tedeschi parla alla platea guardando negli occhi gli spettatori. Negli occhi e nell’anima. Comunica agli altri ciò che vorrebbe dire a sé: «Mi amano come se fossi già morto».

Scritto nel 1990, il testo è rappresentazione drammaturgica del “non detto”. Malato di AIDS l’autore morirà cinque anni dopo nel 1995. Il drammaturgo sceglie il protagonista Louis come suo alter ego per parlare, forse, della sua malattia alla famiglia che non vede da anni, durante un pranzo domenicale.
I ricordi lieti del passato si intrecciano con rancori del presente. Magnifica Anna Bonaiuto; bravissimi tutti gli attori, da Vincenzo De Michele che è Antoine, il fratello irascibile e aggressivo che nasconde un bene puro;
a Barbara Ronchi, sua moglie Catherine e cognata di Louis, dolce e timida; Suzanne, la sorella minore interpretata da Angela Curri, moderna e sensibile.

Anna Bonaiuto, grande interprete, nasce a Latisana, in provincia di Udine, il 28 gennaio 1950 da padre napoletano e madre friulana. Dopo il diploma all’età di 22 anni all’Accademia nazionale d’arte drammatica, si impone, grazie alla sua intensità interpretativa, come una delle attrici più promettenti del teatro e del cinema italiani.

Molti gli spettatori teatrali da lei interpretati, con importanti registi come Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mario Martone, Carlo Cecchi, Toni Servillo.

Nel 1992 le viene affidato il ruolo della moglie di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone che la conferma come una delle attrici di maggior talento del panorama artistico nazionale.
Nel 1993 vince la Coppa Volpi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia come migliore attrice non protagonista nel film di Liliana Cavani Dove siete? Io sono qui.

Nel 1995 ancora Mario Martone le offre il ruolo della protagonista del film L’amore molesto, tratto dal bestseller omonimo di Elena Ferrante.

Il film è presentato in concorso al Festival di Cannes 1995, e l’interpretazione di Anna Bonaiuto vince i maggiori premi cinematografici della stagione: il David di Donatello, il Nastro d’argento, il Globo d’oro e la Grolla d’oro come miglior attrice protagonista.

Partecipa a molti festival internazionali, a cominciare dal Giffoni Film Festival 1999.

Nanni Moretti nel 2006 la dirige ne Il caimano e nel 2007 è nel cast di Mio fratello è figlio unico diretta da Daniele Luchetti e L’uomo di vetro di Stefano Incerti.

Una delle sue performance più giustamente celebrate è la parte di Livia Danese, moglie di Giulio Andreotti, nel film Il divo di Paolo Sorrentino. Numerosi i riconoscimenti anche dalla critica teatrale tra i quali il Premio Ubu nel 2003 come migliore attrice italiana per l’interpretazione di donna Rosa Priore in Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo con la regia di Toni Servillo.

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