Fissata la data per il rinnovo di presidente e consiglio di Palazzo Gentili

Archiviate le Comunali, la politica locale si prepara per le Provinciali di dicembre

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Archiviate le Comunali, con la maggior parte delle nuove amministrazioni insediate e superato anche il ballottaggio di Corchiano, la politica locale ora si concentra sulle Provinciali del 18 dicembre.

Una questione prettamente in mano alla politica dato che, essendo elezioni di secondo livello, i cittadini non hanno voce in capitolo.

Le Provinciali sono il perfetto paradigma, grazie alla riforma Delrio, della Casta che si autoelegge.

Alle urne sabato 18 dicembre per il rinnovo del presidente e del consiglio di Palazzo Gentili, infatti, sono chiamati soltanto i sindaci e gli amministratori del territorio, che si voteranno tra di loro.

Attualmente l’ente provinciale è governato da un’asse Pd-Forza Italia. Unica forza di centrodestra rimasta, dopo il periodo della pandemia in cui anche Lega e Fratelli d’Italia supportavano il presidente Pd Nocchi.

Negli ultimi tempi il Carroccio, ma soprattutto i meloniani hanno espresso e ribadito più volte la loro ‘insofferenza’ sulla permanenza degli azzurri nel governo provinciale.

‘Insofferenza’ che ha avuto spesso anche ripercussioni sul consiglio comunale.

E con l’approssimarsi della competizione elettorale è molto probabile che le ‘scaramucce’ saranno di nuovo all’ordine del giorno nei lavori del parlamentino di Palazzo dei Priori.

I partiti di centrodestra torneranno a compattarsi? Oppure Forza Italia cercherà sponda nel Pd, proseguendo con un’esperienza già rodata?

Nel frattempo alcuni Comuni hanno cambiato colore e il peso del voto degli amministratori è dato dal numero degli abitanti dei vari paesi.

Vetralla, Montefiascone e Orte tra i più grandi andati al rinnovo a inizio ottobre sono rispettivamente governati uno dal centrodestra e due dal centrosinistra. Ma il centrodestra può contare su altri grandi Comuni: Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia e Montalto di Castro.

Sulla carta quindi l’esito sembrerebbe prevedibile, ma quando si parla di politica “del doman non v’è certezza”.

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