Arci Viterbo: “Il bando dell’accoglienza non dà accoglienza”

Arci Viterbo lascia la prima accoglienza per i richiedenti asilo. L'associazione ha infatti deciso di non partecipare al nuovo bando di gara della Prefettura di Viterbo.

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Arci Viterbo lascia la prima accoglienza per i richiedenti asilo. L’associazione ha infatti deciso di non partecipare al nuovo bando di gara della Prefettura di Viterbo per l’affidamento dei servizi di gestione di centri destinati a ospitare cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale.

Sono 1500 i posti totali per i richiedenti asilo previsti dal bando: 525 in singole unità operative nel territorio della provincia di Viterbo, 525 nelle strutture con capacità massima di 300 ospiti e 450 nei centri fino a 50 posti.

“Si tratta di una decisione sofferta, ampiamente discussa nell’associazione, tenendo conto del venir meno dell’opportunità di sostenere persone con cui si opera da oltre 30 anni e del lavoro per diversi operatori” – dichiara Arci Solidarietà – “Il bando ridisegna le modalità di accoglienza in un modo troppo distante dai principi e dalla esperienza maturata, non prevede nessuna delle attività essenziali per creare le condizioni di un’effettiva integrazione delle persone richiedenti asilo, riducendo il ruolo dell’ente gestore e degli operatori a quello di mera sorverglianza e controllo”.

Nel bando di gara infatti non sono previste attività come i corsi di lingua e cultura italiana, la mediazione culturale, l’orientamento e la formazione lavoro.

“L’Arci ha operato negli anni per favorire un modello di accoglienza diffusa che, insieme a tutte le azioni rivolte all’integrazione dei cittadini stranieri nel contesto sociale e territoriale, favoriscono l’autonomia e la responsabilità delle persone e generano le condizioni per una sicurezza reale di tutti i cittadini” – continua Arci Viterbo – “Il bando, coerentemente con il decreto Salvini, tende a scoraggiare questo tipo di approccio, riconosciuto da più parti come il più efficace, a favore di centri di media e grande dimensione, come strutture alberghiere o simili, nei quali la concentrazione e il controllo delle persone offrono maggiori economie e guadagni a gestori privati, estranei e indifferenti ai percorsi di integrazione sociale”.

Per questi motivi Arci Solidarietà Viterbo Onlus ha rivolto un appello al prefetto Giovanni Bruno di ritirare il bando di gara per ridiscutere insieme agli enti gestori una diversa impostazione della gestione dei servizi di accoglienza. In caso contrario, ha rivolto un appello alle altre realtà del territorio, per procedere all’istanza di annullamento della gara della Prefettura in autotutela.

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