Arena: “Contro la mafia fatti e non parole”

Come fare per sconfiggere una volta per tutte la mafia? Questa la domanda che ci si è posti al Consiglio straordinario di ieri.

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Consiglio straordinario mafia Viterbo

Come fare per sconfiggere una volta per tutte la mafia? Questa la domanda che ci si è posti al Consiglio straordinario di ieri.

In apertura il sindaco Giovanni Arena ha ridimensionato le parole pronunciate in occasione dell’ultimo incontro, precisando che lui in primis riconosce l’entità del fenomeno e si trova convinto nel volerlo annientare. Ma per riuscirci occorrono fatti, non parole. Quegli stessi fatti compiuti dalle nostre forze dell’ordine, che hanno giocato un ruolo fondamentale nei 13 arresti delle scorse settimane.

Per la prima volta a Viterbo si è sentito parlare di 416 bis. Lo ha detto Luisa Ciambella (PD), che ha aperto la discussione. Ma perché ciò è accaduto proprio nella nostra cittadina, spesso definita anche “troppo tranquilla”? Per la Ciambella la colpa di ciò è da imputare all’atteggiamento delle persone, deboli, spaventate, che abbassano la testa e fanno finta di non vedere e non sentire. E la mafia, com’è noto, si nutre di omertà. “Non si può permettere né sottovalutazionesottomissione a tale fenomeno”.

Secondo Antoniozzi (Viterbo2020) le organizzazioni a stampo mafioso hanno trovato humus fertile nella disoccupazione, nella cementificazione estrema delle periferie, nel sovraffollamento di Mammagialla, luogo privilegiato per gli scambi di informazioni tra mafiosi e criminali comuni. Per lui i “sintomi” c’erano tutti, e forse siamo stati ingenui noi a credere che il nostro territorio fosse immune alla criminalità organizzata, a pensare che ciò potesse avvenire solo a Roma e a Grosseto.

Molti hanno detto “mai ci saremmo aspettati…” ma forse prendere coscienza che fenomeni del genere possano colpire ovunque rappresenta il primo passo verso la guarigione. L’immagine di Viterbo come luogo sacro, in cui ci sono solo “delinquentelli” è da rivedere. Lo ha affermato Barelli, per il quale nella nostra città non esistono più né santi né eroi.

Tutti i presenti hanno riconosciuto nell’azione concreta l’unico vero strumento per porre un freno al dilagare della mafia. A tale scopo Arena ha presentato il Piano Integrato di Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza e intende continuare a garantire la sicurezza dei cittadini grazie all’ammirabile lavoro svolto dalle forze dell’ordine.

Al di là delle convinzioni politiche diverse e delle citazioni di Borsellino che hanno colorito i vari interventi, ciò su cui si concorda è che Viterbo debba imparare a riconoscere i mille volti che può assumere la mafia, e a porre loro una netta opposizione. Contro il clientelismo, le prevaricazioni, la corruzione in politica e le intimidazioni. Contro le teste di agnello mozzate e le macchine incendiate. Contro i modelli negativi che influenzano le nuove generazioni e fanno loro credere che una vita “alla Gomorra” sia una delle tante possibili.

L’adesione alla fiaccolata di ieri rappresenta certamente un passo avanti nella giusta direzione, ma ora dall’Amministrazione ci si aspetta di più.

 

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