Asl di Viterbo: attivata la task force per l’assistenza sanitaria dei migranti

Un progetto, cofinanziato dalla Asl per 20.000 euro, prevede l'istituzione di un gruppo di lavoro a tutela dei rifugiati

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Buone notizie dalla Asl di Viterbo.

Nonostante le infinite liste d’attesa, i viaggi fuori regione alla ricerca di cure più tempestive, la chiusura di reparti all’ordine del giorno, finalmente, anche a Viterbo, sarà attivato il progetto Icare.

“Il progetto europeo:“Integration and Community Care for Asylum and Refugees in Emergency(I.C.A.R.E.)”, ha per oggetto la tempestiva presa in carico da parte dei servizi sanitari territoriali (in particolare Consultori Familiari e Dipartimenti di Salute Mentale), attraverso équipe multidisciplinari, dei soggetti vulnerabili, dal punto di vista psico-fisico, richiedenti o titolari di protezione internazionale.

Prevede, tra l’altro: la definizione di percorsi integrati multidisciplinari di assistenza territoriale per la presa incarico dei soggetti in particolare situazione di vulnerabilità sanitaria (abusi/violenzasessuale, MGF, MST e HIV, Percorso Nascita, Disturbo post traumatico o Disturbopsichico);

Attività di alfabetizzazione sanitaria

Attività di formazione per accrescere le competenze dei professionisti dei servizi pubblici,dei mediatori linguistico culturali, del privato sociale e dell’associazionismo dal punto divista sia organizzativo che professionale

Definizione di strumenti informativi sui servizi sanitari per i richiedenti o titolari di protezione internazionale al fine di migliorare le loro conoscenze rispetto alle tipologie di offerta e alle modalità di accesso.

Insomma, una vera e propria task force a disposizione di migranti che versino in situazioni di difficoltà.

Il budget del progetto, che ha come regione capofila l’Emilia Romagna, assegnato alla Asl di Viterbo è, tra costi diretti ed indiretti, oltre 179.000 euro.

Il cofinanziamento, stanziato dalla Asl di Viterbo, è di 19.956,74 euro.

Quasi 20.000 euro insomma, che saranno liquidati ai membri dello specifico gruppo di lavoro, individuati non si sa bene in base a quali criteri, per prestazioni extra orario di lavoro.

Ora però siamo tutti più tranquilli: il progetto per l’emergenza rifugiati è salvo!

 

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