Clamorosa presa di posizione del segretario nazionale Confael contro l'operato della Asl di Viterbo, chiamate in causa tre Procure, i Nas, l'Inail e la Corte dei Conti

Asl, Gubbiotto (Confael) sgancia la bomba: “Invitiamo le autorità competenti ad accertare eventuali reati”

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Egidio Gubbiotto, il viterbese segretario nazionale del sindacato Confael, attacca nuovamente la Asl di Viterbo. Stavolta nel mirino di Gubbiotto le condizioni di lavoro scelte dalla Asl viterbese che, a detta sua, sarebbero carenti sotto il punto di vista della prevenzione Covid.

Nella mattinata dall’ufficio di Gubbiotto è partita una lettera che è stata recapitata per conoscenza anche Alla Procura della Repubblica di Viterbo, a quelle di Roma e Perugia, oltre che alla Corte dei Conti, ai Nas di Viterbo ed alla direzione viterbese e generale nazionale dell’Inail. Il sindacalista, sostanzialmente, ha chiesto alle autorità sopracitate di intervenire per verificare se all’interno dei locali di Belcolle stiano avendo luogo azioni classificabili come reati.

“In data 24/10.2020 – si legge nella lettera – questa Organizzazione Sindacale tramite il Segretario Provinciale Organizzativo Dott. Valerio Oliva, con un comunicato stampa, che si allega in copia, denunciava una carenza  di prevenzione presso l’U.O.C. Malattie Infettive dell’ospedale di Belcolle”.

“Essendo ad oggi nulla cambiato, permanendo quindi le stesse condizioni di lavoro a rischio di infezione da COVID 19, si ritiene opportuno – scrive Gubbiotto – a nostro parere, l’intervento delle Autorità competenti in indirizzo per accertare l’eventualità di reati e/o responsabilità”.

“Con amarezza e preoccupazione – prosegue – apprendiamo che, al momento, ci risultano 8 (otto) unità infermieristiche contagiate, (circa il 20% del totale), ed in quarantena poiché presentano, tra l’altro, anche sintomi di  malattia”.

Il sindacalista poi sgancia due autentiche bombe sull’Asl, notizie che, se dovessero essere confermate, avrebbero dell’incredibile: “Inoltre ci risultano anche 13 (tredici) unità infermieristiche contagiate presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Belcolle dove pazienti “sospetti” vengono ricoverati nei locali dell’Osservazione  Breve con il rischio che chi non fosse  lo divenga. Inoltre ci risultano contagiati altri numerosissimi Operatori Sanitari e auspichiamo che per tutti venga riconosciuto l’infortunio sul lavoro derivante da una ‘macabra’ organizzazione”.

“Siamo anche venuti a conoscenza – ecco la seconda bomba – dell’acquisto di tute bianche per 213.000 euro e che sta avvenendo la formazione per la vestizione, ma che questa, al momento, è stata fatta soltanto alle Assistenti Sociali e non al personale infermieristico del territorio che è quello più a contatto con gli utenti quindi più a rischio, ma che comunque non ne vediampo la incombente necessità. Si sta cercando di smaltire i 213000 euro di tute acquistate? Cosa ne pensa la Corte dei Conti? Visto che siamo alla Corte dei Conti, cosa pensa del fatto che presso il reparto di Medicina di Montefiascone c’è il 50% dei posti letto liberi mentre si inviano i pazienti alla nuova S. Teresa, con i costi che ne derivano. Come mai  avviene questo?  Vuole spiegarcelo la Direttrice Generale?”. 

“Ci risulta – insiste il segretario Confael – anche l’impossibilità dell’apertura di una seconda terapia intensiva per carenza di personale. C’è personale sanitario a rischio biologico che non viene allontanato dal servizio. Il Medico Competente ha provveduto a fornire l’elenco al U.O.C. Risorse Umane? Il Servizio di Prevenzione e Protezione ha valutato il rischio di tutti i reparti e percorsi ecc.? I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, (RR.LL.SS.), adempiono alle proprie funzioni? Non sarebbe il caso che le Autorità Competenti accertino?”

“Ci sarebbe da continuare per numerose pagine – conclude Gubbiotto – ma per ulteriori approfondimenti restiamo a disposizione degli indirizzatari”.

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