Parole, parole, parole. Sembra di assistere ai falsi proclami dei disperati allo sbando

Asl, l’autoemoteca c’è ma non si vede: parola del Mago dei Cimini

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“Silenzio, parla Agnesi”, o meglio, “Parla il Covid-19”. Poiché ormai vi è una sola parola, che definiremo categorica ed impegnativa per tutti: Covid-19.

In pratica la realtà sanitaria del Paese si è trasformata ancora una volta – dopo i tre mesi estivi di stallo nei quali i veggenti in turno profetizzavano la fase 2 autunnale, senza alzare un dito, ma pensando a chiudere il campionato di calcio – in uno sciorinare numeri, statistiche, algoritmi e calcoli di probabilità, mentre il resto va a farsi friggere. Si salva da questa frittura, ovviamente, il vizietto, ed alla ASL di Viterbo non sono mica pochi ad averne la prerogativa, di erompere improvvisamente con la notizia-scoop, che stupire il mondo fa. È il caso dell’ambulatorio mobile per i prelievi ematici, tradotto in volgare: un’autoemoteca. Ad oggi alcuna lieta novella ha rallegrato il popolo degli uomini: l’autoemoteca c’è, ma non si vede, parola del grande Mago dei Cimini, poi in tempi di Covid-19, figuriamoci.

Eravamo a fine luglio quando fu osservata la estrema genericità del Nuntio vobis gaudium magnum: non si sapeva se tale autoemoteca rappresentasse un servizio aggiuntivo o integrativo di quello in essere, se fosse titolare della autorizzazione regionale ex L. 70/1970 per l’esercizio di attività sanitaria finalizzata a prelievi ematici/microbiologici per prestazioni di Laboratorio Analisi, ma soprattutto sussisteva il problema dell’accreditamento regionale.

Cioè, in parole povere: prima del Covid-19 – ancora lui – le Sale Prelievo erano circa 50, comprese quelle annesse ai Presidi Ospedalieri, delle quali ben 35 coincidenti nelle Sale AVIS. Ed ecco la magagna: l’accreditamento regionale delle Sale AVIS è incompatibile con qualsiasi attività che non sia “donazione”, altrimenti si sconfina nella Transilvania di Dracula, ergo: non è possibile effettuarci prelievi destinati al Laboratorio Analisi – anche questo, gira che ti rigira, è sempre nel mezzo -. Sul punto specifico vedasi il DCA n. U00102 anno 2017. Eccolo, tuttavia, il gaudium magnum apostolicum, o meglio, Ciminum.

Il 07/10/2020 la ASL ha bandito una selezione interna (titoli e colloquio) per “conferimento di incarichi di organizzazione per le linee di produzione”, linguaggio giustamente incomprensibile per noi miserrimi. Prevista la sola funzione di “Coordinamento” e tra queste anche quella di “Coordinatore Complesso Infermieristico Diagnostica Clinica Polo e punti prelievo” (fascia B, quella più venalmente succosa). Riusciranno i nostri eroi a risolvere le incompatibilità delle Sale AVIS ancora utilizzate contra legem come Punti Prelievo? Ed il neo, ennesimo, Uomo della Provvidenza, riuscirà con tocco magico, tutto cimino, a sbloccare la dovuta autorizzazione regionale indispensabile per muovere finalmente l’autoemoteca?

Tutto sta a vedere se ci sarà ancora, tra le comparse della Zingaretti’s Story, il noto geometra sociologo Alessio D’Amato, bollato oggi dal Direttore de La Stampa, e non del Secolo, Giannini, per la gestione del Covid-19 – immancabile! – nel Lazio, definita una vergogna nazionale.

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