Lo spettro dell’esercizio abusivo della professione tormenta il Direttore, ma le domande a cui dovrebbe rispondere sono molte

Asl, lo strano vizietto del Direttore Affari Generali

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Aria di costante revival alla Asl Viterbo. Per utilizzare un paragone, la storia che oggi andiamo ad illustrarvi potrebbe essere comparata con una pellicola cinematografica, ovviamente comica: “La Cage aux folles”, tradotta sul grande schermo nel 1978 dal binomio Tognazzi-Serrault con il titolo “Il vizietto”. Eh già, perchè proprio da un vizietto il Direttore della UOC Affari Generali, la blasonata sociologa dalla carriera al fulmicotone, sembra essere inesorabilmente affascinata: quello di proporre delibere.

Dopo l’arcinota faccenda della “Transazione Prisma”, ove l’importo in ballo sfiorava i 900.000,00€ (sull’argomento torneremo con dovizia di particolari, ma per i più curiosi un assaggino si trova alla delibera n° 1283 del 19/07/2018), ecco che la nostra sociologa, collocata al vertice di una sorta di Ministero quali sono gli Affari Generali in un’ Azienda Sanitaria (e di questa scelta tecnica ne possiamo solo prendere atto), inanella un’altra perla interessante, un cadeaux ove gli interessi in gioco sono alti e coinvolgono molti big in organico: uno schema di convenzione con strutture private, non accreditate, per attivitá libero professionale, sia ambulatoriale che in regime di ricovero. In pratica: interventi chirurgici, di varie branche. Intuitiva l’importanza della questione.

Peccato che qualcosa abbia preso una piega non preventivata ed infatti, tipo “schiaffo di Anagni” – del resto siamo pur sempre nella Cittá dei Papi- la delibera in questione (la 1786 del 03/09/2020) ha preso a spallate le organizzazioni sindacali che non ci stanno e rivendicano, a ragione, la dovuta trasparenza in ambito amministrativo. Inutile dire che, in seguito alle proteste sindacali, un vero e proprio cataclisma si è abbattuto sulla Asl.

Il numero di “anomalie” che abbiamo trovato dietro a questa operazione è considerevole: esattamente 5 non contando quelle contenute nella delibera 1786. Alla luce di queste atipicità, i più maliziosi potrebbero anche fantasticare che si possa sfociare in un possibile quanto rischioso esercizio abusivo della professione. Lasciamo i giudizi a voi, ma prima vogliamo fornirvi di seguito l’elenco delle “anomalie” ed anche delle brevi considerazioni  in merito.

La prima: la stranezza di convocare il 04/08 ed il 20/08/2020 la Commissione preposta allo studio e sviluppo di queste procedure (Commissione Paritetica ALPI). Tra poche righe potrete forse farvi un’idea del perché sia bizzarro e sospetto convocare queste due riunioni a distanza di così poco tempo.

Seconda anomalia: la necessità di verificare preliminarmente, con apposita ricognizione, la disponibilità di spazi interni prima di convenzionare spazi esterni. Da dove nasce questa esigenza? L’ultima ricognizione in tal senso, per intenderci, era contenuta nella delibera 1023 dell’agosto 2016.

La terza: prima di convenzionarsi, sarebbe stato necessario un passaggio in Regione per l’autorizzazione relativa. Secondo voci di corridoio, anzi, di corsia, proprio su questo passaggio alla Pisana sarebbe stata contraria la dottoressa Velardi, il Direttore Amministrativo. Che strano, eppure in diverse vicende, molto più scottanti di questa, il parere della dottoressa era sempre stato positivo. Forse avrà sentito puzza di bruciato?

Quarta anomalia: la dottoressa Proietti (Direttore Sanitario), riferiva che vi erano stati solo 19 interventi chirurgici nel 2019 in regime di simile ricovero, un numero decisamente esiguo che non va a giustificare la foga dell’operazione richiesta dagli uffici della direzione amministrativa.

Ma il mistero si infittisce con la quinta ed ultima anomalia, quella che forse rende a tutti noi la conferma di una bella magagna nascosta dietro tutta questa vicenda: il verbale della seduta della Commissione ALPI datato 20/08 non risulterebbe stilato né tanto meno firmato. In poche parole, il verbale di quella seduta non avrebbe alcun tipo di valenza e, a questo punto, non è certo nemmeno che esista. Eppure nessuno dall’interno si è mai domandato se, effettivamente, tali documenti si trovino all’interno della Asl, quasi come se l’esistenza di questo verbale fosse un vero e proprio dogma.

E dulcis in fundo: come al solito, approfittando dell’omertà generale sulle cinque mastodontiche ed evidenti defezioni,  la sociologa (che per la Asl ricopre il ruolo di Direttore di Struttura Complessa) spiattella di gran fretta sull’Albo la delibera 1786 (quella fi cui vi parlavamo all’inizio) a cavallo di S. Rosa, senza allegare i fondamentali verbali degli incontri sindacali. Beh, a questo punto siamo sicuri che fosse presente in quello sciagurato 20/08?

Insomma, qualcosa, anzi, più di qualcosa non torna. Ed allora anche per questo, come per la transazione Prisma, il Direttore sociologo dal vizietto di deliberare potrebbe prima, anziché poi, lanciare il suo “Mayday, Mayday”!

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