ASL, meno parole e piu fatti. E un bagno di umiltà!

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Un bagno di umiltà. Proprio così, servirebbe un bagno di umiltà per poter far ripartire seriamente la sanità viterbese guardando in faccia la realtà e imparando dagli errori del passato.

Si è conclusa l’ennesima Conferenza dei Servizi della ASL Viterbo durante la quale si è assistito ad una passerella dove, con alcune eccezioni, sono state vantate imprese del 2019 e snocciolate le proiezioni del 2020. Un evento che, snaturato del significato per il quale è stato istituito, è stato utilizzato per raccontare una realtà in contraddizione con i dati nazionali che relegano Viterbo al 73^ posto nella indagine del Sole24 Ore a causa della sanità, e al 102° posto su 110 nella sottoclassifica relativa alla migrazione sanitaria.

Non poteva certo mancare l’endorsement del politico di turno a sostegno del Direttore Generale e le accuse rivolte ai dissidenti di danneggiare la più grossa azienda del viterbese parlando impropriamente in sedi non opportune. Quali sarebbero le sedi opportune?
Forse la direzione aziendale che fino ad ora non è stata capace nemmeno di accettare un’autorevole analisi statistica?
Certe dichiarazioni, che respingiamo al mittente, rafforzano l’atteggiamento di auto-referenzialità che caratterizza questa amministrazione, incapace di accogliere segnalazioni di problemi e proposte formulate con senso civico e dovere istituzionale da parte di un sindacato che, oltre ai lavoratori, deve tutelare la popolazione dagli effetti di una cattiva gestione della sanità.
La gente è ormai stanca e non si lascia di certo più abbindolare da certe dichiarazioni che ricordano, molto tristemente, la favola del re nudo.

Il segretario area Lazio nord Nursing Up Mario Perazzoni

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