Una ne fanno e cento pensano. Abbiate pietà. Salvateci da loro!

ASL, Talete e Provincia: ecco a voi l’orribile triade. Aiuto!

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Foto di Erika Orsini

Non se ne può più. Ne abbiamo fin sopra i capelli. Insomma – perdonate l'”iniuria verbi” – ci siamo abbondantemente rotti i coglioni delle furbate, degli sprechi e dei disagi che ci piovono in testa un giorno no e due sì.

Con chi ce l’abbiamo? È presto detto. Con l’orribile triade composta dall’ASL, da Talete e dalla Provincia a esclusiva (ancora per poco) gestione Pd. Basta, signori, col fregarsene della gente e della logica! E allora ne diciamo quattro, anzi tre.
1) La disastrata Azienda sanitaria locale del viterbese (da lunga pezza a trazione zingarettian-panunziana) non ha trovato di meglio che bandire un concorso – udite udite – per l’assunzione di un geniale “social media manager” che risollevi la sua fosca immagine e convinca i cittadini che il servizio che offre è una meraviglia, il meglio che c’è nel paese, uno squisito bonbon da offrire su un vassoio d’ argento ai malati. Una spesuccia per il novello Mago Merlino che verrà selezionato: 25 mila euro per 100 ore mensili di lavoro – Dio sa quanto sarebbero serviti per ben altre cose! – e voilà, il gioco è fatto. Tutti contenti, in un batter d’ occhio, di questa annaspante e incerottata ASL…
acqua rubinetto talete2) Ed eccoci a Talete, l’efficiente e “risparmiosa” società che ci rifornisce di acqua pura e sorgiva – e di bollette “pazze” e salate – e che arranca tra un mare di debiti, sempre pronta a implorare a destra e a manca le istituzioni perché il piatto piange e ha bisogno di essere riempito. La sua illuminata dirigenza ha adesso trovato il modo – equo davvero – per rimpolpare le esauste casse. Giù, un altro rincaro! Sette per cento in più. E muoia l’avarizia, cioè crepino pure i già tartassati utenti… Talete può. Non è vero?
3) Dulcis in fundo, l’inutile e boccheggiante Provincia il cui Consiglio verrà rinnovato – tra una manciata di giorni – dal voto (è la dissennata legge dell’ ex-ministro piddì Delrio) cosiddetto di “secondo livello”, cioè degli eletti e non del popolo. Ebbene il buon presidente Nocchi – un altro inossidabile Pd – ha preparato una diabolica polpetta avvelenata alla nuova maggioranza di centrodestra che al 99,9 per cento rimpiazzerà la sua, rigorosamente rosseggiante e già sonoramente bocciata dalle urne delle amministrative. Ha pensato bene – il Nocchi – di seminare di mine il prossimo futuro cammino dei suoi avversari politici, convocando il Consiglio in scadenza in piena “zona Cesarini”, giusto in tempo per varare il bilancio prima del fatidico 15 dicembre. Così – che figata – la Lega e alleati si troveranno a gestire decisioni che non hanno preso e che contrastano, e lui – pare – avendo il più importante documento di indirizzo di un’amministrazione già bello e approvato, non potrà comunque essere sfiduciato da coloro i quali in lui non hanno la minima fiducia! Un autentico comportamento istituzionale, all’ insegna del motto “prima la poltrona”… e chi s’è visto s’è visto.
Beh, ripetendo quanto anticipato all’inizio, di questi giochi, giochini e giochetti ne abbiamo fin sopra i capelli. Anzi ci siamo abbondantemente fracassati i coglioni! E scusate se non uso il lessico oxfordiano… Preferite il latino? Ok. “Quousque tandum, Catilina, abutere patientia nostra”

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