Le indagini sulla rapina, avvenuta nel 2016, hanno portato all'ordinanza di custodia cautelare per due dei sette soggetti che componevano la banda

Assalto a un furgone portavalori, due arresti: uno è un’ex guardia giurata

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Rapinarono un furgone portavalori il 1 febbraio 2016 in località Cinelli (all’altezza dello svincolo per Vetralla della superstrada Orte-Civitavecchia): le indagini delle forze dell’ordine hanno portato, all’alba di ieri, a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle due “talpe”. Una di loro era l’autista del furgone della Securpol, mentre l’altro si trovava già detenuto nel carcere di Mammagialla per reati dello stesso tipo.

Passiamo ora alla ricostruzione dei fatti. Nel pomeriggio del 1 febbraio 2016 il veicolo della Securpol, diretto a Fiumicino, è stato affiancato e bloccato da tre uomini che viaggiavano a bordo di una BMW Station Wagon armati di pistole e fucili a pompa. Dopo aver sistemato un ordigno – poi scoperto essere finto – sul parabrezza del portavalori, hanno intimato alle due guardie giurate di scorta di scendere dal veicolo per poi disarmarle: una di loro è stata fatta inginocchiare a terra, mentre l’altra veniva obbligata ad aprire la cassaforte.

Nel frattempo gli automobilisti di passaggio venivano fermati dai rapinatori e fatti inginocchiare sulla carreggiata, sotto la minaccia delle armi. A questo punto i malviventi, dopo essersi appropriati di parte del contenuto nella cassaforte, ossia un milione di euro in contanti, diversi assegni e le due pistole sottratte alle guardie giurate, si sono allontanati a bordo della BMW condotta da un quarto rapinatore.  

Immediatamente sono partite le indagini del caso: i militari del Nucleo Investigativo hanno rinvenuto, in un luogo non lontano da quello della rapina, l’autovettura utilizzata dai rapinatori, risultata rubata nel precedente mese di dicembre a Pomezia. All’interno del veicolo sono state rinvenute diverse armi con relativo munizionamento, giubbotti antiproiettile, un lampeggiante, un apparato ricetrasmittente ed altro materiale utilizzato per la rapina. Su questo materiale i Carabinieri del R.I.S di Roma sono riusciti ad estrapolare profili genetici particolarmente rilevanti per le investigazioni.

Per le modalità con cui si è svolta la rapina gli investigatori sono stati portati a ipotizzare il coinvolgimento di una “talpa” all’interno del gruppo, che possa aver fornito le informazioni riservate necessarie per portare a termine il colpo. Altri indizi fondamentali per le indagini sono stati acquisiti verso la fine dello scorso anno, dando inizio a una seconda fase investigativa, sviluppata dai Carabinieri dello stesso Nucleo Investigativo e dalla Polizia Penitenziaria di Viterbo, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Viterbo.

Nel mese di ottobre è stato possibile ricostruire alcuni elementi essenziali per l’individuazione dei colpevoli: si accertava che la rapina era stata realizzata grazie al coinvolgimento di due (orami ex) guardie giurate della Securpol, una (ossia l’autista del furgone rapinato) aveva fornito le informazioni riservate e l’altra, invece, aveva preso parte alla pianificazione e organizzazione dell’assalto e venivano individuati alcuni dei soggetti che, particolarmente “esperti”, avevano rapinato il furgone.

Oltre alle due ex guardie sono risultati coinvolti anche quattro soggetti di origini campane, con molteplici precedenti penali per diversi delitti anche contro il patrimonio, e un pregiudicato romano.

Il gip del tribunale di Viterbo ha dunque emesso un’ordinanza di arresto nei confronti  di C.S. di 51 anni, originario dell’area vesuviana della Campania, già detenuto presso la Casa Circondariale di Viterbo, e A.F. di anni 49, originario di Roma, ex guardia giurata.

Restano indagati, in stato di libertà, nell’ambito del medesimo procedimento penale, altre cinque persone, che nella mattinata di ieri – in concomitanza dell’esecuzione del provvedimento restrittivo – sono stati sottoposti a perquisizioni in diverse località: Roma, Civitavecchia e Ottaviano (provincia di Napoli). Ad oggi la refurtiva non è stata ritrovata.

 

 

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