"La Tuscia come il Salento, il Cilento o Santorini": dall'incontro tra Sgarbi e Cozza Caposavi nasce il primo nucleo di una rete museale da estendere sempre di più, puntando sui piccoli borghi

Asse Bolsena-Sutri: nasce il primo esperimento di museo diffuso nella Tuscia

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Da sx: Cozza Caposavi; Dottarelli; Sgarbi; Serone

Bolsena e Palazzo Cozza-Caposavi incontrano Sutri e Palazzo Doebbing per dar vita al nucleo principale del primo museo diffuso della Tuscia, con l’obiettivo di ampliarlo sempre di più includendo altre bellezze del territorio.

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto presso il palazzo Cozza-Caposavi di Bolsena. Presenti Francesco Cozza Caposavi, direttore dell’omonima Casa Museo, Gianpaolo Serone, amministratore di Archeoares, l’on. Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri, il sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli, la sovrintendete Margherita Eichberg e Francesco Monzillo e Luigi Pagliaro, della Camera di Commercio di Viterbo.

L’intesa tra i due comuni ha avuto origine dal confronto tra Vittorio Sgarbi e Francesco Cozza Caposavi, con la collaborazione di Archeoares e della Camera di Commercio di Viterbo.

Un viaggio, quello di Sgarbi nella Tuscia, che inizia già negli anni Settanta del secolo scorso, prima con Civita di Bagnoregio e poi alla scoperta di Caprarola, Bassano Romano, Bomarzo e Bolsena, che già descriveva in uno dei suoi libri pubblicati negli anni ’90.

“La Tuscia come il Salento, il Cilento o Santorini”, questa l’idea di base sostenuta da Francesco Cozza Caposavi, allo scopo di rendere il territorio della provincia di Viterbo famoso come “sottoregione” in cui creare una rete di punti di interesse alla portata dei visitatori.

“L’intento è quello di creare un turismo culturale di alto spessore con servizi che abbiano un senso anche pratico nei confronti di chi viene a visitare la Tuscia – ha aggiunto Gianpaolo Serone di Archeoares – e perché ciò possa essere assimilabile all’idea embrionale di museo diffuso su tutta la provincia, bisogna fare un passo superiore rispetto a quelli fatti finora e godere del territorio nella sua interezza, creando un museo diffuso che abbia come fulcro le dimore storiche di cui la zona è ricchissima”.

Con l’ingresso a Palazzo Doebbing di Sutri si otterrà uno sconto per visitare la Casa Museo di Bolsena. In base alla collaborazione stipulata verranno anche organizzate conferenze stampa e festival incrociati, presentazioni di libri ed eventi culturali in generale.

“Bolsena è un paese ricco di sacralità. – ha commentato Vittorio Sgarbi – Siamo riconoscenti per questo gemellaggio e credo che queste due mete siano dei punti di riferimento per noi per estendere ulteriormente i percorsi della Tuscia, puntando sui piccoli borghi”.

E di qui a dodici mesi si prevede di aggiungere già altri punti di interesse alla rete, come confermato anche dal sindaco di Bolsena Dottarelli. “Per molto tempo siamo stati fermi a causa di diversi fattori – ha spiegato il primo cittadino – ora accogliamo con favore questa collaborazione e ci auguriamo di proseguire con l’ampliamento del progetto”.

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