Assemblea Ato, strali dei sindaci partecipanti contro gli assenti: “Siamo sempre gli stessi. Poi però sulla stampa criticano senza assumersi responsabilità”

Sui 60 Comuni che fanno parte dell'ambito territoriale ottimale solitamente alle conferenze ne partecipano 20-25

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Assemblea Ato rinviata a data da destinarsi. Le dimissioni prima della consigliera Antonella Stella, in quota FdI, a cui hanno fatto seguito quelle di Giuseppe Fraticelli, in quota Fi, hanno portato alla decadenza del CdA Talete.

Ovvia conseguenza quindi la richiesta da parte di Pietro Nocchi, in qualità di presidente Ato, di rinviare l’assemblea a data da destinarsi con il voto favorevole di 24 Comuni.

E proprio l’esiguo numero di amministratori partecipanti è stato stigmatizzato da alcuni dei sindaci in videoconferenza.

In particolare da Sandro Giglietti, primo cittadino di Monterosi, che ha sbottato: “Perché alla conferenza Ato siamo sempre i soliti 20-25 a partecipare sui 60 sindaci che fanno parte dell’ambito territoriale? Un comportamento da stigmatizzare perché è facile poi parlare sulla stampa senza assumersi responsabilità”.

Responsabilità che per Andrea Di Sorte, vice sindaco di Bolsena, si traduce anche “nel promuovere da parte degli amministratori un’operazione di restyling, non solo nel demonizzare la società idrica”. Di Sorte inoltre auspica che la Regione dia vita a “un Ato unico regionale, anche se personalmente ne preferirei uno nazionale”.

Ambito territoriale ottimale che per il sindaco Ermanno Nicolai se si vuole farlo funzionare “deve essere allargato per avere più forza”.

E che vada rivista in generale la politica dell’Ato è convinto il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli “perché non sarà sufficiente una nuova governance per risolvere problematiche che vengono da lontano”.

Bassano in Teverina è tra i Comuni ancora non entrati in Talete e Romoli, a chi ha puntato il dito contro questi municipi, replica che “la società non era nelle condizioni di poter ricevere ulteriori Comuni”.

E per quanto riguarda le dimissioni dei due consiglieri del CdA Stella e Fraticelli ritiene che abbiano facilitato “la possibilità di tornare a sedersi attorno a un tavolo per affrontare i problemi assumendosi delle responsabilità. Oggi siamo chiamati a dire cosa vogliamo fare di questo servizio idrico. Il tema non è più rinviabile”.

Il rinvio dell’assemblea invece ha visto tutti concordi perché, sostanzialmente, come sottolineato dal presidente Pietro Nocchi “chi doveva proporci il piano industriale non c’è e la nuova governance potrebbe proporci altro”.

Inoltre annota “che se siamo qui a chiedere il rinvio è anche perché non c’era la volontà di aumentare le tariffe”.

Nocchi poi stila una sorta di cronoprogramma per i prossimi passi da intraprendere: “Incontri magari con un gruppo ristretto di sindaci che può rappresentare le istanze di vari Comuni per arrivare a definire la nuova governance. Abbiamo 45 giorni di tempo. Dobbiamo stilare 4 o 5 punti chiari da chiedere in tempi brevi al nuovo governo societario perché c’è una certa tempistica da rispettare, fissata da Arera, per mantenere l’equilibrio finanziario”.

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