Associazione Murialdo: l’appassionata esperienza della Casa famiglia per minori

L'associazione Murialdo sostiene i minori in stato di necessità e abbandono.

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Famiglia

“L’associazione Murialdo opera con lo stile dell’accoglienza e della condivisione con i minorï”. Diana Dimonte, responsabile dell’associazione, nei trentacinque anni di attività ne ha affrontate di situazioni complicate, andando incontro soprattutto alle domande dei ragazzi in stato di abbandono. Sì, perché l’Associazione Murialdo – presente a Viterbo dal 1984 – promuove e sostiene l’affidamento familiare come strumento prezioso per i giovani che hanno necessità di trovare accoglienza fuori dalla famiglia di origine, durante un periodo di difficoltà, per crescere in un ambiente adeguato.

“Nel corso degli anni una decina di famiglie di diversa provenienza hanno offerto aiuto ai minori in difficoltà. Si tratta di dare ospitalità all’interno del proprio contesto familiare, con il sostegno dell’associazione, a un bambino o un ragazzo, la cui famiglia di origine sta attraversando un periodo di particolare disagio” – mi racconta la responsabile – “Inoltre, possiamo sostenere un ragazzo anche attraverso la nostra Casa Famiglia dove non si assicurano soltanto vitto, alloggio, ma si tutela il minore vivendo percorsi di protezione e promozione della persona e intessendo relazioni di tipo familiare che accompagnano il ragazzo a ritrovarsi e curare le ferite create dai traumi vissuti”.

accoglienza

Si decide se per un giovane è meglio un percorso in affido o in Casa Famiglia a seconda della tipologia delle problematiche familiari e dell’eventuale messa a rischio dell’incolumità del ragazzo stesso. Attualmente è attiva una Casa Famiglia che può ospitare 7 ragazzi, l’Appartamento Ponte per accompagnare giovani maggiorenni verso l’autonomia e il Centro Aperto, un centro Educativo Pomeridiano per 27 ragazzi.

Nel tempo sono stati ospitati oltre 400 minori, accompagnati dall’associazione per un tratto significativo del loro cammino di crescita.

Diana Dimonte forte della sua esperienza mi dice: “Direi che le difficoltà da affrontare sono tante. Se da un lato ci sono quelle economiche, dall’altro è complicato farsi carico delle ferite che inevitabilmente sono prodotte da ciò che i ragazzi hanno vissuto in famiglia. Sono traumi che lasciano il segno e che a volte impediscono di strutturarsi come persone in grado di autodeterminarsi da adulti. per questo nelle nostre attività c’è anche un lavoro di recupero del legame con i genitori, fondamentale per costruire quell’affetto fondante per l’esistenza di ognuno di noi. E proprio per ciò è importante pensare a progetti anche una volta che i ragazzi sono maggiorenni”.

helpOgni anno vengono organizzati anche eventi per raccogliere fondi per la Casa Famiglia Murialdo di Viterbo. Il 25 maggio prossimo, per il quarto anno consecutivo, ci sarà la Cena di Solidarietà. “Saranno con noi tanti amici che vogliono fare di questa occasione un momento di festa” – prosegue orgogliosa – “troviamo nelle persone e nelle realtà del territorio un bel sostegno al nostro impegno, basti pensare anche alla collaborazione con Conad Marta che dal 2010 ha in un certo senso “adottato” e sostenuto l’associazione cercando di accompagnarla nel soddisfacimento delle varie necessità nel tempo, sia con il sostegno di forniture alimentari, sia promuovendo attività educative-formative che ricreative a beneficio dello sviluppo dei ragazzi. Così anche l’appassionato progetto promosso da cinque anni da L’orto delle idee di sensibilizzazione al consumo sostenibile, per un “Natale Spreco Zero” attraverso il quale è possibile donare alimenti alla Casa Famiglia”.

“Per crescere un minore ci vuole un intera comunità”, mi dice mentre ci salutiamo. Se i bambini devono tenere vivo il loro senso innato di meraviglia, hanno bisogno di adulti con cui condividerla. Questo è l’obiettivo dell’associazione Murialdo.

Per info su Associazione Murialdo www.associazionemurialdo.it

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