Il Kenya ha abolito la tassa nel 2004 mentre nel resto d'Europa l'imposta media è attorno al 5 percento

Assorbenti come beni di lusso in Italia, Iva al 22% e il Lazio prepara una legge regionale

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L’Italia sempre pronta a riempirsi la bocca con le direttive europee, non è altrettanto celere quando tali normative consentono agli Stati membri di poter ridurre le tasse.

Come nel caso della Tampon tax.

Nonostante sin dal 2006 sia in vigore una direttiva Ue che permette ai Paesi membri di ridurre l’IVA fino al 5%, in Italia gli assorbenti sono di fatto paragonati a generi di lusso e tassati al 22%.

Una ulteriore discriminazione di genere che per quasi mezzo secolo – la tassa venne introdotta nel 1973 – si è abbattuta sulle donne che già devono confrontarsi con stipendi inferiori rispetto ai colleghi maschi.

Ora qualcosa sembra muoversi, anche se non verso l’aliquota del 4% che si applica ai beni necessari.

Il Governo Draghi, tra i provvedimenti inseriti nella manovra 2022, sembra orientato a ridurre l’imposta al 10%.

Sulla spinta della mossa governativa anche l’ente guidato da Zingaretti che annuncia “il Lazio è la prima Regione in Italia ad aver avviato l’iter per avere una legge regionale che pone fine a una grande ingiustizia sociale. La nostra legge, a firma della consigliera regionale Sara Battisti, permetterà di far rientrare i prodotti igienici femminili nei cosiddetti beni necessari, riducendo drasticamente l’IVA, restituendo alle donne la differenza tra l’IVA al 22% e quella al 4%”.

Il governatore conclude auspicando “che non ci sia nessun intoppo e che presto il taglio della tampon tax diventi realtà”.

Vedremo. Della costosa tassa sugli assorbenti nel nostro Paese si iniziò a parlare nel 2016 ma poi il provvedimento è sempre stato accantonato.

 

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