Assunzioni “clientelari” a Talete, il Comune di Viterbo cerca un chiarimento

Il caso del bando “fantasma” per le assunzioni al call center di Talete è stato riportato da vari quotidiani online nel corso delle ultime settimane.

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La sede di Talete Spa a Viterbo

Il caso del bando “fantasma” per le assunzioni al call center di Talete è stato riportato da vari quotidiani online nel corso delle ultime settimane. Secondo quanto scritto, la società idrica durante l’estate ha proceduto a sei nuove assunzioni di personale, rivolgendosi alla “Tempor Spa” filiale di Roma 2 per la selezione dei candidati.

La polemica nasce dal fatto che solo pochissimi fortunati furono informati del bando – praticamente irrintracciabile sul sito internet – e che i sei “prescelti” siano direttamente collegabili all’area del Pd e Forza Italia della provincia di Viterbo.

Questa mattina la discussione sul caso è sbarcata anche a Palazzo dei Priori. Qui, la seconda commissione consiliare ha approvato il bilancio consolidato, con qualche giorno di ritardo rispetto al termine previsto al 30 settembre. Tre le società partecipate dal Comune di Viterbo coinvolte nel dibattito, Francigena, Cev – seppure in liquidazione – e Talete, su cui l’Ente ha una quota del 20,78%.

Secondo il consigliere di minoranza Giacomo Barelli è necessario indagare più a fondo nel caso, dato che la Talete è una delle società partecipate del Comune di Viterbo. Magari rivolgendosi alle autorità competenti.

Il consigliere di FdI Gianluca Grancini ha proposto di contattare il presidente della Provincia Pietro Nocchi per ottenere chiarimenti sulle presunte assunzioni “clientelari” della società idrica. I consiglieri hanno concordato che per il Comune di Viterbo sia opportuno – quanto prima – stabilire se si tratti di calunnie o verità. E capire a fondo le modalità con cui sono state svolte le sei assunzioni.

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