Astensione degli avvocati penalisti, grande partecipazione e qualche equivoco

A Roma, in Piazza Cavour, dinanzi alla maestosa sede della Suprema Corte di Cassazione, si sono succeduti oltre 1000 avvocati

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Roberto Alabiso, presidente Camera penale di Viterbo

Una settimana di grande intensità ha accompagnato la Maratona Oratoria organizzata dall’Unione Camere Penali Italiane dal 2 a 7 dicembre, per protestare fortemente contro l’entrata in vigore della Legge ormai denominata “Bonafede” che, di fatto, abolisce la prescrizione nel processo penale.

A Roma, in Piazza Cavour, dinanzi alla maestosa sede della Suprema Corte di Cassazione, si sono succeduti oltre 1000 Avvocati che in una sorta di “flash mob” hanno rappresentato gli effetti devastanti sul sistema penale della prossima legge che entrerà in vigore il primo gennaio 2020, ma approvata dal precedente Governo.
Sia con il sole, che con la pioggia, i legali provenienti da tutta Italia si sono alternati al microfono per narrare quanto accade nei rispettivi Tribunali e quanto accadrà dalla entrata in vigore della nuova normativa.

Per la Camera Penale “Ettore Mangani Camilli” di Viterbo hanno partecipato il Presidente Avv. Roberto Alabiso, il Consigliere Avv. Marco Russo ed uno dei giovani iscritti all’associazione Avv. Andrea Racioppa.
I cittadini hanno potuto così prendere cognizione diretta di quanto veniva loro rappresentato dalle decine di Avvocati che giorno dopo giorno hanno richiamato l’attenzione di colleghi, politici e cittadini a ciò interessati.
L’intervento dell’Avv. Alabiso, nel sottolineare come l’abolizione della prescrizione non fosse la soluzione dei problemi patologici del processo penale, ha richiamato alcune problematiche esistenti certamente sia nei Tribunali più grandi, che in quelli più piccoli come quello di Viterbo.

Nel fare ciò il legale, forse in un eccesso di enfasi, ha richiamato ad esempio alcuni fatti certamente non positivi, come il gran numero dei processi riportati dai ruoli d’udienza ed i rapporti non sempre facili tra difensori, Giudici e P.M., anche se al tribunale di viterbo si sta lavorando da anni su entrambi i fronti ed i risultati non mancano.
A tal fine, il Presidente Alabiso ha dichiarato: “Quando si vuole affrontare un problema, per ottenere un po’ di attenzione, bisogna alzare i toni del proprio parlare; ciò però non significa e non vuole significare che una generalizzazione delle problematiche debba essere necessariamente considerata un’accusa di incapacità o disorganizzazione. L’invito che ho formulato ai cittadini e quindi agli utenti dei Palazzi di Giustizia, di assistere allo svolgimento dei processi penali che quotidianamente si tengono in qualsiasi Tribunale italiano, nasce dalla necessità che chiunque di noi, “addetti al settore” o semplicemente interessati al mondo della giustizia ed ai suoi aspetti positivi e negativi si possa rendere conto di quali e quante anomalie devono affrontare ogni giorno Magistrati ed Avvocati nello svolgimento delle rispettive funzioni.

Il problema irrisolto, e forse irrisolvibile, della mancata notifica degli atti giudiziari ad imputati, testimoni e persino difensori costituisce una delle “mine vaganti” del processo penale italiano e non sarà certamente la nuova normativa sulla prescrizione, di fatto abolita, a risolvere la problematica.
Nelle aule dei Tribunali italiani, compreso Viterbo, purtroppo si assiste troppo spesso a continue diatribe su vicende di contorno, non consentendo né ai Giudici né agli Avvocati di affrontare nell’immediatezza e con tempestività il problema processuale nella sua centralità.

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