Astorre-Baldi, scintille tra il vecchio e il nuovo commissario del Pd

Si consuma, all'interno del Pd viterbese, l'ennesima lotta intestina tra fazioni e schieramenti. Protagonisti i due commissari della Federazione.

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Si consuma, all’interno del Pd viterbese, l’ennesima lotta intestina tra fazioni e schieramenti.

Ad essere protagonisti di questa nuova querelle, i due commissari della Federazione, il neo-eletto segretario dem del Lazio, senatore Bruno Astorre e il dimissionario Andrea Rossi.

L’onorevole Rossi, è stato affiancato, da gennaio 2019 dal sub-commissario Massimo Baldi, consigliere regionale della Toscana.

E’ proprio quest’ultimo che, evidentemente in disaccordo con scelte operate a livello nazionale, ha affidato a Facebook un commento amareggiato dal titolo “Arrivederci Viterbo”.

“Si è conclusa ieri, con le mie dimissioni richieste dallo staff operativo del segretario Nicola Zingaretti, un’esperienza quasi quadrimestrale cui ho attribuito un grande valore, non solo sul piano dell’esperienza e della formazione politiche, ma anche se non principalmente sul piano delle relazioni umane e della mia personale educazione sentimentale.

A partire dal 9 gennaio ho svolto infatti un ruolo commissariale presso la Federazione del Partito Democratico di Viterbo.
Ho fatto del mio meglio perché il congresso si svolgesse nel migliore dei modi, ricorrendo al dialogo e al confronto e, quando l’ho ritenuto necessario, a qualche decisione più risoluta, che ponesse il partito nelle condizioni di prendere, anche attraverso le consultazioni congressuali, una strada nuova, altra rispetto a quella che aveva condotto al commissariamento. Spero che il mio lavoro sia servito a qualcosa e che mi possa lasciare alle spalle una situazione migliore di quella che ho trovato.

Non nego il dispiacere per questa interruzione, essendo stato abituato nella vita a concludere quello che ho cominciato. Avrei preferito, inoltre, che il nuovo segretario anteponesse a questa sua decisione almeno un confronto con me, ciò che evidentemente ha ritenuto ultroneo ed evitabile. Ma tant’è. Adesso la guida del partito spetta a lui e al suo coordinamento. Ed è giusto che un leader faccia il leader e non il facilitatore.

Questo incarico mi ha permesso di frequentare un territorio meraviglioso, con la bellezza delle sue colline e delle sue vallate, con l’intelligenza urbana delle sue città e il valore di un patrimonio storico, artistico e architettonico inassimilabile ad altri. Di Viterbo e del viterbese porto – come si dice – a casa questo: la bellezza che fa tutt’uno con l’intelligenza e l’intelligenza che fa tutt’uno con la bellezza (ciò che si dice più frequentemente di uno sguardo che non di un luogo).

Ringrazio Andrea Rossi, che prima di me e poi insieme a me ha avuto la responsabilità di gestire la situazione. Ringrazio tutte le persone con cui ho lavorato in queste settimane, persone generose e intelligenti di cui il Partito e il paese hanno davvero bisogno. A tutti loro, anche se non soprattutto a coloro che sono usciti sconfitti dalle primarie, chiedo di andare avanti e di non mollare. «Though lovers be lost love shall not», scrive Dylan Thomas. Per quanto gli amanti si perdano, non si perderà l’amore. Arrivederci ragazzi.”

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