Auguri a Monica Vitti, la diva dai tanti volti

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Bravissima, bellissima e intelligente. Monica Vitti, grande attrice italiana,  ha compiuto ieri 89 anni: è nata infatti il 3 novembre 1931.

Purtroppo è stato uno strano compleanno per lei, a causa di una malattia degenerativa simile all’Alzheimer che l’ha colpita da tempo. Nonostante ciò, continua a far palpitare il cuore del pubblico, a essere un punto di riferimento per le nuove attrici e una star. Indimenticabili la sua voce roca e particolare, la sua bocca carnosa, il sorriso, il suo sguardo intenso. Dal genere comico al drammatico, ha reso unici i ruoli interpretati, che l’hanno resa un’icona intramontabile.

Ha spento 89 candeline all’indomani della morte di Gigi Proietti, scomparsoil 2 novembre, a 80 anni.

Intramontabile il film La Tosca che Proietti e la Vitti girarono nel 1973, liberamente tratto dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, rivisto in chiave ironico-grottesca e in forma di commedia musicale, con musiche di Armando Trovajoli e testi delle canzoni dello stesso regista.

Da La ragazza con la pistola, capolavoro di Mario Monicelli ai numerosi films interpretati con Alberto Sordi;
“Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai”? Unica in una folla di mattatori maschi, ha interpretato ogni tipologia femminile.

È stata una donna borghese, nevrotica, dolente per Antonioni e popolana con Albertone.  Nella seconda metà degli anni ’60, archiviato il cinema di Antonioni e lo stesso regista da cui si era separata, Monica Vitti passò al genere della commedia che aveva ben frequentato a teatro.

Poi “Polvere di stelle” del 1973 e le collaborazioni con i nostri più grandi registi: Ettore Scola (Dramma della gelosia accanto a Giannini e Mastroianni), Dino Risi (Noi donne siamo fatte così), Luciano Salce (L’anatra all’arancia), Nanni Loy, Luigi Comencini. Cinema e televisione. Ruoli drammatici e commedie: la grandezza di Monica non ha limiti.

L’attrice romana è resa immortale nella poesia di Anne Carson, Io voglio ogni cosa. La poetessa in Kant’s Question about Monica Vitti e Ode to the Sublime by Monica Vitti ha trasformato la musa di Antonioni in qualcosa simile alle idee platoniche.

Ha anche scritto due libri: nel ’93 Sette sottane, autobiografia che prendeva il titolo dal soprannome che aveva da bambina “sette vestiti” dal momento che, se andava di fretta, era capace di mettersi un abito addosso all’altro e poi, nel ’95, Il letto è una rosa.
Ha saputo raccontarsi, con lo stile e il carisma di sempre, prima della malattia.
Quarant’anni di carriera per la diva dai mille volti.

Tanti auguri, cara Monica! Gli italiani ti adorano.

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