Auguri ad Amedeo Minghi, “trottolino amoroso”, grande cantautore e compositore

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Auguri ad Amedeo Minghi, nato a Roma, il 12 agosto 1947, grande cantautore e compositore italiano.

Una famiglia numerosa, la sua.
Ultimo di sei figli, cresce nel quartiere Prati.

Inizia l’attività musicale formando con alcuni amici il complesso beat I Noemi: per il gruppo, di cui egli è voce solista, scrive la sua prima canzone, intitolata “Una cosa stupida”, che viene proposta, senza risultato, alla RCA Italiana.

Dopo aver effettuato un provino con Stelvio Cipriani, Alberto Durante e Gianni Sanjust, direttore artistico della sede romana della Ricordi, viene messo sotto contratto dalla Dischi Ricordi, che gli fa incidere nel 1966 un 45 giri con i brani Alla fine e Ma per fortuna (entrambi con testo di Mogol), che vengono anche presentati nella trasmissione televisiva “Scala reale”.

Inizia così una luminosa carriera artistica.

Nel 1970 conosce Edoardo Vianello e passa alla sua casa discografica, l’Apollo: inizia quindi a scrivere canzoni per I Vianella.

Nel 1975 entra nel gruppo i Pandemonium, per cui scrive anche alcune canzoni come Sicura.
Pubblica poi
il singolo che ha per retro L’isola e soprattutto l’intensa L’immenso, brano che lo porterà in vetta a tutte le classifiche internazionali con più di 15 versioni e 2 milioni di dischi venduti.

Con i Pandemonium partecipa nel 1977 all’incisione dell’album “…E adesso andiamo a incominciare” di Gabriella Ferri.
Continua negli anni Settanta l’attività di compositore per altri cantanti.

Minghi ha definito 1950 «la canzone che più mi rappresenta», un brano intenso, profondo e commovente.

Oggi viene considerata come una delle più belle canzoni italiane di sempre.

Passato alla RCA Italiana, pubblica nel 1984 il Q disc Quando l’estate verrà.

Nel 1988 firma con la Fonit-Cetra dando inizio ad una serie di clamorosi successi, grazie anche al contributo per le liriche di un poeta come Pasquale Panella.

Nel 1989 pubblica “La vita mia” album che vende 500 000 copie, aprendo il più lungo tour teatrale per un artista di musica leggera “Forse sì musicale” che si concluderà dopo ben 3 anni con più 160 repliche e un milione di spettatori.

Con la canzone di Amedeo, Mietta vincerà non solo nella categoria “Nuovi” del Festival di Sanremo, ma anche il premio della critica e successivamente un disco di platino e un telegatto d’argento come rivelazione musicale dell’anno.

Nel 1990 arriva la consacrazione con “Vattene amore” cantata assieme a Mietta. “Ancora ti chiamerò Trottolino amoroso dudù, dadadà…” diceva il celebre ritornello.

La canzone, oltre ad arrivare terza al Festival di Sanremo e a vincere dieci dischi di platino e un telegatto d’oro, diverrà uno dei brani più celebri della storia della canzone italiana e permetterà ai due interpreti di imporsi definitivamente come protagonisti della musica italiana degli anni Novanta.
In questi anni alterna l’attività cantautoriale con la scrittura delle colonne sonore per le favole televisive. Grandi i successi di questi anni.

Il fortunato percorso artistico di Amedeo Minghi saluta la fine di questo millennio con Un uomo venuto da lontano, scritto insieme a Marcello Marrocchi, dedicata a papa Giovanni Paolo II.

Nel 2006 scrive il suo primo libro autobiografico L’ascolteranno gli americani, edito da Rai-Eri. Il 22 dicembre dello stesso anno partecipa ad una cerimonia organizzata in suo onore a Roma, all’interno dei Musei Capitolini e del Campidoglio, nel corso della quale riceve una targa alla carriera consegnatagli da Valter Veltroni, Sindaco della città.

E poi ancora tanti successi!

Amore, musica, poesia, scrittura: auguri di cuore ad Amedeo Minghi.

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