Dati emersi da un'indagine Almalaurea

Aumenta il tasso di occupazione dei laureati all’Università degli Studi della Tuscia

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Foto di Maurizio Biagiarelli

Risultati molto positivi per l’Università della Tuscia emergonodalla XXIV indagine Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati magistrali. A un anno dalla laurea, il tasso di occupazione medio dei laureati magistrali nell’Ateneo viterbese è pari a circa il 72%, in crescita di un punto percentuale rispetto alla precedente indagine. Tra i laureati di secondo livello del 2018, intervistati dopo tre anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione sale all’85,5% (in crescita di mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente), arrivando all’88,2% per i laureati del 2016, intervistati dopo 5 anni dal conseguimento del titolo (in crescita di cinque punti percentuale rispetto all’anno precedente).

“È importante sottolineare come tra il primo ed il quinto anno dal conseguimento del titolo si riscontra un aumento del tasso di occupazione di circa 20 punti percentuali, un dato tendenziale che risulta confermato in tutti i settori disciplinari”, commenta Giuseppe Calabrò, delegato del rettore per i rapporti con le imprese.

La crescita appare particolarmente accentuata per corsi di laurea, dove si arriva ad un tasso di occupazione superiore al 90%: Biologia cellulare e molecolare (100% di occupazione a 5 anni dal conseguimento del titolo), Comunicazione pubblica, politica e istituzionale (86%), Biotecnologie per la sicurezza e la qualità agro-alimentare (100%), Scienze Forestali ed Ambientali (91%) e Amministrazione Finanza e Controllo (93,3%) e Ingegneria Meccanica (100% di occupazione a 3 anni dal conseguimento dal titolo).

“Positivi anche gli indicatori riguardanti l’attinenza del titolo universitario rispetto al lavoro svolto, che hanno il pregio di misurare quanto il titolo sia richiesto e spendibile nel mercato del lavoro”, precisa Ilaria Benedetti, ricercatrice di Statistica Economica che ha elaborato i dati per l’ateneo viterbese. Ad un anno dalla laurea, il 56,3% dei laureati magistrali dichiara che le competenze acquisite durante il percorso universitario sono “molto efficaci” rispetto al lavoro svolto, con valori molto elevati per Economia Circolare (100%), Scienze forestali e ambientali (87,5%), Conservazione e restauro dell’ambiente e delle foreste (83,3%), Lingue e culture per la comunicazione internazionale (73,3%), Scienze e tecnologie alimentari (66,7%), Scienze agrarie e ambientali (66,7%), Biologia ed ecologia marina (66,7%)”.

Considerando le caratteristiche del lavoro svolto ad un anno dal conseguimento del titolo, la diffusione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato è più elevata tra i laureati nei corsi di laurea in Ingegneria meccanica e Scienza della politica, della sicurezza internazionale e della comunicazione pubblica.

Esaminando, invece, le professioni svolte, già ad un anno dal conseguimento del titolo risultano prevalenti quelle a specifico contenuto intellettuale, scientifico e di elevata specializzazione. Ciò emerge in 10 corsi di laurea su 14: Ingegneria meccanica (dal prossimo anno accademico erogata in inglese), Lingue e culture per la comunicazione internazionale, Filologia moderna, Biologiacellulare e molecolare, Biologia ed ecologia marina, Biotecnologie per la sicurezza e la qualità agro-alimentare, Conservazione e restauro dell’ambiente e delle foreste, Scienze agrarie e ambientali, Scienze e tecnologie alimentari e Scienze forestali e ambientali.

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